32.1 C
Los Angeles
mercoledì, Luglio 15, 2026

Dinamite per far saltare il costone nel Cilento (patrimonio UNESCO): va avanti il processo
D

La striscia

Il notiziario ogni 7 giorni nella tua casella di posta.

Italiaambiente, il quotidiano della biodiversità. Un luogo, la sintesi.

Secondo quanto emerge dagli atti processuali, un tratto di falesia tra Palinuro e Marina di Camerota sarebbe stato oggetto di interventi con l’uso di esplosivo e senza le necessarie autorizzazioni paesaggistiche e ambientali. L’area interessata ricade all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, riconosciuto come patrimonio UNESCO, e il presunto intervento avrebbe arrecato un danno non solo paesaggistico, ma anche ecologico: la detonazione avrebbe compromesso habitat di specie vegetali endemiche e di fauna rupestre, alterato gli equilibri dell’ecosistema costiero e messo a rischio la biodiversità di un tratto di costa tra i più integri del Tirreno. Le conseguenze riguarderebbero inoltre la stabilità del costone e la sicurezza della zona.

Il Codacons Campania è stato ammesso come parte civile nel processo aperto sul caso. “Un pezzo di costa addirittura abbattuto con la dinamite – commenta l’Avv. Matteo Marchetti, presidente del Codacons Campania – e nessuno che intervenisse. È un fatto gravissimo che va oltre l’inquinamento ambientale”. Marchetti ha espresso soddisfazione per l’ammissione dell’associazione come parte civile, definendola “una conferma del grande lavoro svolto dall’Ufficio legale in questi anni” e auspicando “maggior attenzione da parte degli organi di controllo e pene adeguate una volta accertati gli illeciti”. Sulla stessa linea l’Avv. Carlo Duccilli, Dominus e procuratore legale della parte civile: “Siamo soddisfatti che la magistratura abbia acceso i riflettori su una vicenda che ha scosso l’intera comunità cilentana”. A rappresentare il Codacons nell’ultima udienza è stato l’Avv. Bartolomeo Lanzara, presidente del Codacons Comuni Velini, che ha ribadito la speranza che “quanto accaduto a Camerota non si ripeta in altri comuni del Cilento” e che “si faccia piena chiarezza e giustizia”.

Il caso richiama un interrogativo destinato a pesare anche oltre l’aula di tribunale: come è stato possibile che in un’area sottoposta a tutela ambientale così stringente si potessero compiere interventi tanto invasivi? Un episodio che riporta l’attenzione su una questione cruciale per la gestione dei parchi naturali italiani: la distanza, talvolta, tra la legge che tutela e la realtà che scava.

FLASH politica

Le ultime

DDL Caccia, LNDC Animal Protection lancia la mobilitazione nazionale

Dopo l'approvazione al Senato del DDL 1552, il cosiddetto "DDL Caccia", LNDC Animal Protection lancia una mobilitazione nazionale rivolta a...

Forse ti può interessare anche

Stay on op - Ge the daily news in your inbox