Un’immagine destinata a entrare nella storia della conservazione: nel novembre 2025, i ranger di Hunchun hanno documentato per la prima volta sei tigri dell’Amur selvatiche nello stesso scatto. Il filmato, ripreso nel Parco Nazionale della Tigre e del Leopardo della Cina Nord-Orientale, mostra una femmina adulta accompagnata da cinque cuccioli, segnando un vero e proprio record mondiale.
L’evento non è solo spettacolare dal punto di vista naturalistico, ma rappresenta un segnale incoraggiante dello stato di salute dell’ecosistema forestale dell’area protetta. Secondo le analisi dei ranger, la femmina – in buona salute e di età stimata tra i 5 e gli 8 anni – sta allevando cinque cuccioli di circa 6-8 mesi, già impegnati nell’apprendimento delle prime tecniche di caccia e nell’esplorazione del territorio.
«Oltre all’entusiasmo, sentiamo anche una grande responsabilità verso la protezione», ha spiegato Du Jiaxing, ranger dell’Hunchun Wildlife Conservation Association, sottolineando come negli ultimi anni i monitoraggi abbiano documentato un numero crescente di famiglie di tigri nella stessa area.
Un ecosistema che funziona
Il filmato delle “sei tigri in un unico fotogramma” si aggiunge ad altre recenti osservazioni – cinque tigri insieme, femmine con più cuccioli, giovani subadulti – che indicano un ecosistema stabile, ricco di prede e ben connesso. La presenza contemporanea di più nuclei familiari nelle foreste di Hunchun fornisce dati scientifici preziosi sul comportamento riproduttivo della specie, sulla sopravvivenza dei cuccioli e sulla struttura sociale delle tigri dell’Amur, informazioni fondamentali per orientare le future strategie di conservazione.
Prevenire i conflitti uomo-fauna: il sistema HWC
Hunchun si trova in una posizione strategica, al confine tra Cina, Russia e Corea del Nord, ed è un corridoio vitale per la dispersione transfrontaliera delle tigri dell’Amur. Ma la convivenza con l’uomo comporta anche rischi, in particolare i conflitti tra esseri umani e fauna selvatica (HWC). Per questo, il WWF e l’OPF, insieme ai partner locali e al Parco Nazionale, hanno sviluppato un sistema integrato di prevenzione: pattugliamenti anti-bracconaggio, rimozione delle trappole, sorveglianza intelligente e coinvolgimento diretto delle comunità locali. Cuore del progetto è il sistema di allerta HWC, che affianca alle tradizionali fototrappole a infrarossi una rete di telecamere in grado di inviare segnalazioni in tempo reale. Quando una tigre si avvicina ai villaggi o alle aree montane, i ranger ricevono un avviso immediato sui dispositivi mobili e allertano i residenti tramite i canali locali. In totale, il sistema ha già inviato 98 messaggi di allerta, riducendo in modo significativo i rischi per persone e animali.
Comunità protagoniste della conservazione
Un altro elemento chiave è il coinvolgimento diretto delle popolazioni locali. Con il supporto di WWF e OPF sono state create tre squadre di pattuglia comunitarie, per un totale di 12 ranger provenienti dai villaggi di Songlin, Hongqihe e Dong’ala. Nel solo ultimo anno hanno percorso oltre 11.000 chilometri, effettuato 624 pattugliamenti, rimosso 123 trappole illegali e registrato più di 1.200 tracce di fauna selvatica, contribuendo in modo concreto alla tutela della biodiversità.
Un record che non è casuale
Il filmato delle sei tigri non è un colpo di fortuna isolato, ma il simbolo di anni di lavoro silenzioso e costante. È la prova che la cooperazione tra istituzioni, ONG e comunità locali può invertire la rotta del declino e restituire spazio alla grande fauna selvatica. Nelle foreste di Hunchun, avvolte dal buio e sorvegliate dai ranger, la notte non nasconde solo ombre: custodisce una speranza concreta per il futuro della tigre dell’Amur e degli ecosistemi di cui è regina.

