Centinaio: «Con il Mercosur si sacrifica l’agricoltura per esigenze politiche»
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Elena Livia Pennacchioni
Elena Livia Pennacchioni
Vedo il mondo da 1 metro e 60, l'altezza al garrese del mio Attila. Sono l'addetta stampa della biodiversità, romana di nascita e veronese d'adozione, ma con il cuore ha in Umbria. Scrivo di animali, piante e qualche volta di come l'uomo riesce a salvarli!

«Si ammazza il settore agricolo per dare risposte a livello internazionale»

«Prima di prendere decisioni è necessario parlare realmente con gli agricoltori». Lo ha dichiarato Gian Marco Centinaio, senatore della Lega ed ex ministro dell’Agricoltura, a margine della protesta dei trattori contro il trattato di libero scambio tra Unione europea e Mercosur, svoltasi oggi a Milano.

Nel video integrato si vedono le immagini della mobilitazione degli agricoltori, riuniti per esprimere la loro contrarietà all’accordo commerciale, ritenuto penalizzante per il settore primario italiano ed europeo.

Centinaio ha richiamato l’attenzione sulle proteste in corso anche in altri Paesi dell’Unione europea. «La Francia forse sarà l’unico Paese europeo che dirà di no, insieme all’Irlanda. In Grecia e in Spagna stanno protestando, in Italia stanno iniziando a protestare», ha spiegato.

Secondo il senatore della Lega, l’accordo con il Mercosur rischia di sacrificare l’agricoltura per rispondere a esigenze politiche internazionali. «Si sta ammazzando il settore agricolo per dare risposte politiche a livello internazionale. Siccome Donald Trump mette i dazi, allora votiamo il Mercosur per aprire nuovi mercati. Ma siamo sicuri che li apriamo davvero?», ha osservato.

Centinaio ha quindi parlato di una scelta che favorirebbe altri comparti economici a scapito del settore primario. «Sicuramente favoriremo alcuni settori dell’economia del nostro Paese ed europei, sacrificandone uno, cioè l’agricoltura. È una scelta politica», ha sottolineato.

Infine, l’ex ministro ha ribadito le sue critiche sui costi di produzione. «In Italia e in Europa sono alle stelle, mentre in Sud America sono un decimo dei nostri. Arriverà carne brasiliana a un prezzo nettamente inferiore rispetto a quella prodotta e allevata in Italia. Questo – ha concluso – l’Europa non lo sta capendo».

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