Si è chiusa sabato la stagione venatoria 2025-2026. Secondo il bilancio diffuso dall’Associazione Vittime della Caccia(AVC), durante l’attività di caccia si registrano 11 morti e 31 feriti. Nel computo rientrano anche persone estranee all’attività venatoria: su 42 vittime complessive, un morto e nove feriti non stavano partecipando alle battute di caccia.
Sui dati è intervenuta Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente e dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali. In una nota, la parlamentare ha definito il bilancio “una strage insensata” e ha ribadito la propria posizione a favore dell’abolizione della caccia.
Nel comunicato vengono inoltre citati i dati relativi agli animali abbattuti, quantificati in milioni su scala nazionale, e le criticità legate al bracconaggio. Tra gli episodi riportati, due decessi avvenuti lo stesso giorno in Toscana: un uomo di 69 anni a Quarrata (Prato) e un ottantenne a Castiglione della Pescaia (Grosseto), entrambi durante attività di caccia.
Brambilla ha infine richiamato il tema dei controlli e dell’applicazione della normativa vigente, sottolineando il ruolo delle forze dell’ordine nelle operazioni di contrasto alle attività illegali in ambito venatorio.

