Le zone umide scompaiono tre volte più velocemente delle foreste. E il fronte comune della conservazione arriva dai grandi acquari italiani. Nel giorno in cui il mondo celebra questi ecosistemi tra i più ricchi di biodiversità del Pianeta, l’Italia entra ufficialmente nella campagna europea “Wetlands for Life” dell’Unione Europea Zoo e Acquari (EAZA). A portare la bandiera è Costa Edutainment che, con Acquario di Genova, Acquario di Cattolica e Oltremare 2.0, aderisce al programma di conservazione promosso per il biennio 2026–2027, recepito in Italia anche dall’Unione Italiana Zoo e Acquari.
Un’adesione che si traduce in attività quotidiane, progetti scientifici sul campo e percorsi educativi rivolti a migliaia di visitatori. L’obiettivo è trasformare gli acquari in piattaforme di sensibilizzazione e conservazione, in una fase storica in cui paludi, foci fluviali e aree umide artificiali continuano a ridursi sotto la pressione di urbanizzazione, inquinamento e diffusione di specie invasive.
Il primo appuntamento pubblico è fissato per oggi, 2 febbraio, all’Acquario di Genova, dove l’attenzione sarà puntata su due progetti europei LIFE. Il più longevo è LIFE CLAW, dedicato al recupero del gambero di fiume italiano Austropotamobius pallipes, specie simbolo degli ambienti umidi appenninici. Dal 2019 il programma ha permesso il rilascio in natura di circa 7.500 giovani individui allevati in centri specializzati tra Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna. Solo nel 2025 sono stati reintrodotti quasi 3.000 esemplari in siti della rete Natura 2000, dal Savonese al Parmense. Accanto ai crostacei, spazio anche alla testuggine palustre europea Emys orbicularis, al centro del progetto LIFE URCA PROEMYS coordinato da WWF Italia. L’intervento punta al ripristino degli habitat e al rafforzamento genetico delle popolazioni residue tra Italia e Slovenia, con la Piana di Albenga indicata come uno dei nodi più delicati per la conservazione della specie.



Dal 2 aprile il testimone passerà a Oltremare 2.0, che porterà i visitatori dentro un frammento simbolico del Delta del Po. Nell’area Discovery Delta, guide ed educatori racconteranno il fragile equilibrio delle zone di foce, dove acqua dolce e salata si incontrano creando habitat tra i più produttivi d’Europa. Qui l’attenzione sarà puntata anche sullo storione cobice Acipenser naccarii, specie endemica dell’Adriatico al centro del progetto di conservazione “Che Storione”. Una parte del programma affronterà inoltre il tema delle specie aliene invasive, con laboratori narrativi ispirati al Kamishibai giapponese pensati per spiegare l’impatto degli abbandoni illegali di testuggini esotiche sugli ecosistemi italiani.


All’Acquario di Cattolica il racconto delle zone umide passa invece attraverso le lontre asiatiche dalle piccole unghie Aonyx cinereus. Tre volte al giorno, durante le cibature, gli educatori trasformano il momento del pasto in un focus scientifico su comportamento sociale, biologia e minacce che hanno portato la specie a essere classificata “vulnerabile” nella Lista Rossa IUCN. Il percorso prosegue poi tra caimani amazzonici e nano-caimani, per mostrare come fiumi e paludi tropicali svolgano un ruolo cruciale nello stoccaggio del carbonio e nella regolazione del clima globale.





Devi effettuare l'accesso per postare un commento.