22.8 C
Los Angeles
venerdì, Marzo 13, 2026

Rigassificatore di Taranto: “Opera inutile in un sistema già sovradimensionato”
R

La striscia

Il notiziario ogni 7 giorni nella tua casella di posta.

Italiaambiente, il quotidiano della biodiversità. Un luogo, la sintesi.

Il progetto di rigassificatore da 12 miliardi di metri cubi l’anno previsto a Taranto è al centro della Valutazione di Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e apre un nuovo fronte nel dibattito sulla politica energetica italiana. L’impianto, proposto da Terminale di Rigassificazione GNL Taranto S.r.l., viene presentato come infrastruttura strategica per la sicurezza energetica nazionale ed europea. Ma la contestazione del WWF Italia parte da un punto preciso: i numeri del gas.

I consumi italiani sono in calo. Dai 76,4 miliardi di metri cubi del 2021 si è scesi a 62,2 miliardi nel 2024 e, con il raggiungimento degli obiettivi climatici al 2030, potrebbero avvicinarsi ai 50 miliardi annui. In parallelo, la capacità di approvvigionamento del sistema nazionale risulta già elevata, superiore agli 83 miliardi di metri cubi, destinata ad aumentare con nuove infrastrutture e con il raddoppio del TAP.

In questo scenario, un nuovo rigassificatore rischia di ampliare una sovraccapacità già esistente. È su questo scarto tra domanda reale e infrastrutture previste che si concentra la critica: un impianto di queste dimensioni, secondo l’associazione, non risponde a esigenze immediate di sicurezza energetica e può tradursi in un investimento destinato a essere sottoutilizzato.

Il nodo emerge anche nella destinazione del gas. Dai documenti progettuali risulta che circa 3,5 miliardi di metri cubi sarebbero destinati all’acciaieria di Taranto, mentre oltre 8 miliardi finirebbero nella rete nazionale. Un dato che rafforza l’idea di un’infrastruttura di scala nazionale giustificata da un fabbisogno locale limitato.

Il progetto viene inoltre collegato alla decarbonizzazione del polo siderurgico, ma il passaggio dal carbone al gas resta oggetto di discussione. Il gas naturale è un combustibile fossile e il metano — principale componente — presenta un impatto climalterante significativo nel breve periodo. In questa prospettiva, l’utilizzo di GNL viene letto come una soluzione transitoria che rischia di rallentare la transizione verso fonti rinnovabili.

Il contesto di Taranto amplifica il confronto. In un territorio segnato da crisi industriale e ambientale, la proposta di una nuova grande infrastruttura fossile riapre la questione del modello di sviluppo. Il WWF chiede al Governo di fermare il progetto e di orientare gli investimenti verso riconversione industriale, bonifiche ed energie pulite.

Il caso Taranto riporta al centro una domanda più ampia: quante infrastrutture gas servono davvero in un sistema in cui i consumi diminuiscono. È su questa distanza tra pianificazione e fabbisogno reale che si gioca la partita.

FLASH politica

Le ultime

Sud Est Milano: il cemento continua ad avanzare

L’Osservatorio permanente contro il consumo di suolo e per la tutela del paesaggio del Sud Est Milano segnala una...

Forse ti può interessare anche

Stay on op - Ge the daily news in your inbox