In qualità di esperti e cittadini impegnati per un corretto rapporto tra fauna selvatica e attività antropiche, con la presente desideriamo esprimere il nostro fermo dissenso in merito all’imminente progetto che affida il monitoraggio del lupo (Canis lupus italicus) in Toscana a Coldiretti, Federcaccia e alle associazioni di categoria degli allevatori.
Riteniamo inammissibile che la tutela e il monitoraggio di questa specie siano delegati alle realtà sopra citate, storicamente promotrici di campagne mediatiche ostili al predatore e sostenitrici del declassamento del suo status di protezione. È evidente come tale iniziativa configuri un palese conflitto di interessi: affidare questo compito a tali soggetti equivarrebbe, metaforicamente, a far gestire l’Avis da Dracula.
“Lupus Etruriae”
Il progetto “Lupus Etruriae”, finanziabile con fondi pubblici nell’ambito del FEASR 2023-2027, non prevede la partecipazione di associazioni protezionistiche, né di figure scientifiche in grado di garantire evidenze empiriche imparziali.
Il monitoraggio della fauna selvatica, soprattutto per specie tutelate dal quadro normativo europeo e nazionale, in particolare dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE, dal D.P.R. 357/1997 e dalla Legge 157/1992, deve essere condotto da soggetti pienamente terzi con procedure verificabili attraverso l’applicazione di protocolli rigorosi e trasparenti.
Una “gestione” del lupo tramite metodi letali
Desta seria preoccupazione l’affidamento esclusivo del progetto a soggetti favorevoli a una “gestione” del lupo tramite metodi letali. È doveroso sottolineare che lo stato di conservazione della specie — sebbene l’animale sia tornato a popolare territori da cui era scomparso — presenta tuttora forti criticità, alimentate da continui episodi di bracconaggio e numerosi incidenti stradali.
Chiediamo pertanto alla Regione Toscana di impiegare le risorse pubbliche in progetti finalizzati a una reale tutela della specie. Auspichiamo, inoltre, l’attuazione di campagne di sensibilizzazione volte a evidenziare l’importanza ecologica di questo straordinario animale: il lupo non deve essere considerato un “problema” da arginare, bensì un prezioso alleato per l’equilibrio dell’ecosistema.
Le parti scriventi:
Daniela Stabile – Attivista/volontaria, appassionata e studiosa di fauna selvatica
Associazione Vittime della caccia – Osservatorio Vittime della caccia
Gruppo d’intervento Giuridico Onlus – Associazione ambientalista
Prof. Andrea Mazzatenta, PhD
Sezione di Fisiologia e Fisiopatologia
Dipartimento di Scienze
Università “d’Annunzio” di Chieti-Pescara
Bruna Bianchi – Docente di Storia delle donne e Storia del pensiero politico all’Università Ca’ Foscari di Venezia, studiosa del pacifismo, del femminismo e della nonviolenza.
CABS Italia, l’antibracconaggio – Committee Against Bird Slaughter (CABS) Organizzazione anti- bracconaggio nel Mediterraneo
Brunella Pernigotti – Studiosa, membro di Italian Wild Wolf Network
Gabriele Bertacchini – Ambios – Naturalista conservazionista
Maurizio Donadon – Geologo (ripristino idrogeologico e recupero ambientale) Collaboratore nel CRAS di Trieste, Antispecista da sempre impegnato con gli animali in difficoltà
Francesco De Giorgio – Etologo antispecista. Presidente di Sparta Riserva dell’ Animalità
Lara Uccini – Naturalista esperta di biodiversità degli appennini
Antonio Iannibelli – Fotografo naturalista, guardia ecologica volontaria, studioso di lupi. Fondatore Italian Wild Wolf Network
Danilo Baldini – Delegato responsabile della LAC Marche”

