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domenica, Aprile 19, 2026

Capraia torna al fossile?
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Secondo Legambiente Arcipelago Toscano il ritorno al diesel è un tradimento tecnologico e ambientale che interrompe la transizione a un’Isola carbon free.

La striscia

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Nel rapporto “Isole rinnovabili 2025 – La transizione ecologica nelle isole minori”, pubblicato dall’Osservatorio sulle isole minori di Legambiente e Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IIA), si legge che

«Capraia è comunque l’unica isola minore ad aver investito in modo consistente sulle fonti di energia non fossili: la produzione di energia da parte di Enel Produzione è infatti interamente a biodiesel. Nonostante però il biodiesel usato sia certificato come sostenibile, non si tratta di carburante ottenuto da una filiera corta, quindi la sostenibilità dell’isola anche da questo punto di vista è ancora migliorabile».

A quanto pare, ENEL ha deciso invece di peggiorala, tornando all’energia fossile, al gasolio.  

Isole minori e la sostenibilità ambientale

Capraia fa parte delle circa 20 isole minori italiane non interconnesse, territori isolati che non sono collegati alla rete elettrica nazionale. Dal 2014 Capraia  alimenta la sua centrale elettrica, di proprietà di Enel Produzione, con biodiesel. 

Questo è uno degli elementi che hanno permesso a questo Comune (il meno abitato della Toscana) di costruirsi una solida reputazione di sostenibilità ambientale e che hanno fruttato a Capraia il riconoscimento delle 5 Vele di Legambiente e Touring Club, il premio Blue Mediterranean Award nel 2023, assegnato dalla Mission Restore our Ocean and Waters, braccio operativo per il settore dellaCommissione Europea, avviando il percorso di certificazione mondiale con il label francese promosso dalla Small Island Organizzation (SMILO) per la sostenibilità che certifica in tutte le isole minori del mondo.

Le isole sostenibili del network SMILO nel mondo si distinguono anche per il coraggio di sperimentare soluzioni alternative al fossile: solare, eolico, accumuli o biocarburanti.

Tornare al gasolio senza lungimiranza

Se Capraia torna al diesel, perde la sua credibilità internazionale. Un ente certificatore serio potrà ancora considerare “sostenibile” un’isola che, avendo già in mano una tecnologia di transizione verso il carbon-neutral, decide di tornare indietro per pigrizia logistica o calcoli di breve termine.

Di fronte a questi eccellenti risultati ottenuti finora, invece di rilanciare puntando ancora di più sulle energie rinnovabili e su una completa decarbonizzazione dell’Isola, si prospetta un ritorno al diesel fossile.

Eppure, il 31 luglio 2014  ENEL presentava così il suo nuovo impianto capraiese: «Capraia brilla ufficialmente di luce propria, anzi di luce verde: è stato inaugurato stamani, infatti, presso la centrale di produzione Enel a biodiesel – l’unica ad alimentare l’isola che non è interconnessa alla rete elettrica del continente – il progetto “Capraia Isola verde” che ha visto Enel Produzione ed Enel Ingegneria e Ricerca realizzare un innovativo ed efficiente modello energetico di produzione di elettricità a bassissimo impatto ambientale. Capraia è la prima “isola verde” d’Italia, in grado di fornire elettricità alle 467 forniture di bassa tensione dei residenti dell’isola con punte estive di circa 2.000 presenze».

Rispetto a questo “efficiente modello energetico di produzione di elettricità a bassissimo impatto”, dopo meno di 12 anni, ENEL fa un clamoroso passo indietro che pare venga presentato sotto la veste rassicurante del “miglioramento dell’efficienza” e dell’adozione dell’urea.

Il biodiesel garantiva un ciclo del carbonio migliore; il diesel fossile “efficientato” è invece un contributo diretto al riscaldamento globale. L’urea pulisce i fumi dai veleni più visibili, ma non elimina il “gas serra” che sta alterando il clima e riscaldando i nostri mari.

Nelle sue puntigliose osservazioni al “Progetto per la realizzazione di un parco eolico offshore flottante denominato Atis, di potenza pari a 864 MW” che dovrebbe essere realizzato da ENI tra la Capraia e la Corsica, Legambiente ha suggerito di contemplare l’ipotesi di far diventare Gorgona e Capraia le prime isole minori del Mediterraneo completamente carbon free attraverso un mero collegamento con l’impianto, abbandonando così le fonti fossili e il biodiesel.

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