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Censimento dell’aquila reale sui Monti Sibillini
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Il censimento, realizzato con il coordinamento di Jacopo Angelini dell'associazione A.L.T.U.R.A. e con la collaborazione di ornitologi volontari e del personale dei Carabinieri Forestali, ha riguardato per la prima volta l'intero Appennino umbro-marchigiano.

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Il censimento dell’aquila reale nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini si è svolto lo scorso sabato 14 marzo.

L’attività, realizzata con il coordinamento di Jacopo Angelini dell’associazione A.L.T.U.R.A. e con la collaborazione di ornitologi volontari e personale dei Carabinieri Forestali, ha riguardato per la prima volta l’intero Appennino umbro-marchigiano.

Otto coppie accertate negli Appennini

Con un’apertura alare che può superare i due metri, l’aquila reale è l’uccello rapace più maestoso del Parco, dove ha avuto una crescita sorprendente, passando da appena 2 coppie nidificanti nel 1993 (anno di istituzione del Parco) alle 8 coppie accertate nel 2025, con una densità tra le più alte degli Appennini.

A marzo le aquile iniziano le attività di accoppiamento e di preparazione del nido, posto su pareti rocciose inaccessibili; è quindi questo il periodo più adatto per osservarne e contarne le coppie nel loro territorio.

Tra i fattori che hanno favorito la crescita della popolazione di questi rapaci ci sono l’aumento di sensibilità per la conservazione della biodiversità, il maggior controllo assicurato nel territorio dell’area protetta e l’aumento di prede, quali lepri, volpi e piccoli di ungulati, tra cui il camoscio appenninico reintrodotto nel 2008.

I maggiori rischi dell’aquila reale

Restano però fattori di rischio e tra le cause di morte ci sono ancora il bracconaggio e l’elettrocuzione per contatto con linee elettriche.

Su questo aspetto il Parco ha favorito nel corso degli anni l’interramento o la messa in sicurezza di elettrodotti aerei, e le linee più moderne sono costituite da cavi isolati da guaine e quindi sicuri nei confronti degli uccelli di grandi dimensioni.

Tuttavia, le linee più vecchie, anche se localizzate fuori dai confini del Parco, rappresentano dei rischi: proprio lo scorso 18 febbraio, infatti, è stato recuperato un individuo di aquila reale morto per elettrocuzione nelle campagne di Gualdo.

L’aquila reale è una specie protetta nell’intera Unione Europea e svolge un importante ruolo ecologico come specie al vertice della rete alimentare, migliorando le popolazioni di animali preda e come “spazzino” che, nutrendosi anche di animali morti, contribuisce a sanificare gli ecosistemi.

Al censimento ha partecipato anche il Commissario Straordinario del Parco Corrado Perugini, che ha dichiarato: «La presenza di questo magnifico rapace è indice di buona salute di tutto l’ambiente, ma rappresenta anche uno straordinario elemento di valorizzazione del territorio. Osservare il suo volo tra le vette dei Sibillini è un’a ‘emozione unica e un motivo in più per visitare il Parco in tutte le stagioni».

I risultati del censimento, che potranno auspicabilmente confermare il numero di 8 coppie di aquile reali registrate lo scorso anno, saranno disponibili tra qualche giorno.

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