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martedì, Aprile 21, 2026

Le aree protette del Po piemontese aiutano le api solitarie
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L’Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese è in prima linea nei progetti UrbanBEE e MoVITo, iniziative che uniscono ricerca sulla biodiversità urbana e citizen science per contrastare il declino degli impollinatori, come le api solitarie.

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Da alcuni anni l’Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese sostiene MoVITo – Monitoraggio e Valorizzazione degli Impollinatori, un progetto di citizen science dell’Università di Torino dedicato allo studio degli insetti impollinatori, come api selvatiche, farfalle e sirfidi.

L’impegno del Parco per gli impollinatori

MoVITo monitora l’andamento delle popolazioni di impollinatori nell’area metropolitana torinese, utilizzando la piattaforma iNaturalist, che consente di identificare specie animali e vegetali attraverso immagini condivise dagli utenti.

A questo si affianca oggi UrbanBEE, progetto internazionale promosso nell’ambito della partnership europea Biodiversa+, che si concentra sulle api solitarie negli ambienti urbani. L’iniziativa prevede l’installazione di “bee hotel”, piccoli rifugi artificiali distribuiti in diversi punti della città di Torino, per studiare presenza e varietà di queste specie.

L’obiettivo è capire in che modo fattori ambientali e socioeconomici incidano sulla colonizzazione di questi rifugi nei diversi quartieri urbani.

Il contesto è quello di un declino sempre più evidente degli impollinatori negli ecosistemi urbani a livello globale. UrbanBEE nasce proprio per individuare soluzioni concrete, replicabili e sostenibili per contrastare questo fenomeno.

Un progetto globale, basato sulla partecipazione

Il progetto coinvolge sette città tra Europa e Africa – Vienna, Torino, Budapest, Lund, Johannesburg, Cape Town e Harare – dove sono stati installati complessivamente 1.400 rifugi per api solitarie.

Uno degli aspetti centrali è il coinvolgimento diretto dei cittadini: a Torino sono 180 i volontari che hanno ricevuto un bee hotel, distribuito in due momenti tra il Museo Regionale di Scienze Naturali e la sede del Parco a Cascina Le Vallere.

Questi rifugi, realizzati in legno naturale e dotati di fori di diverse dimensioni, imitano le cavità presenti in natura, sempre più rare nelle città a causa della cementificazione, della gestione intensiva del verde e della scomparsa del legno morto. Le strutture sono leggere, facili da installare e pensate per offrire un ambiente adatto alla nidificazione.

Le api solitarie, risorsa invisibile

Circa il 90% delle api è costituito da specie solitarie e selvatiche, fondamentali per l’impollinazione e quindi per l’equilibrio degli ecosistemi e la stessa sopravvivenza umana.

A differenza delle api domestiche, non vivono in colonie: ogni femmina costruisce il proprio nido in piccole cavità, dove depone le uova lasciando una riserva di polline e nettare per lo sviluppo delle larve.

Monitoraggio e ricerca sul campo

Il progetto prevede anche l’installazione di 20 bee hotel in aree verdi urbane, destinati a un monitoraggio genetico coordinato da partner internazionali.

Attorno a questi punti vengono condotte diverse attività di rilevazione – dal conteggio delle farfalle al monitoraggio degli uccelli, fino all’analisi delle risorse floreali – per comprendere il legame tra presenza delle api solitarie e biodiversità complessiva.

In questo modo, UrbanBEE trasforma i cittadini in veri e propri “custodi” dell’ambiente, coinvolgendoli direttamente nella cura e nell’osservazione dei rifugi.

Un passo verso una maggiore consapevolezza

L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per rafforzare la cultura ecologica e accrescere la consapevolezza del valore sociale della biodiversità, dimostrando come anche piccoli interventi locali possano contribuire a sfide globali.

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