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lunedì, Maggio 18, 2026

Isnart e Legambiente: quasi 49 milioni le presenze cicloturistiche stimate in Italia
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Quasi 49 milioni le presenze cicloturistiche stimate in Italia nel 2025. Un impatto economico di 6,4 miliardi di euro sui territori ospitanti. L’identikit del cicloturista-tipo? 1 su 2 è donna, viaggia in coppia e sceglie destinazioni con il giusto mix di cultura, divertimento e degustazioni.

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L’ultimo Rapporto “Viaggiare con la bici 2026” stima in circa 49 milioni le presenze cicloturistiche nel nostro Paese nel 2025, un turismo che porta sui territori 6,4 miliardi di euro.

Giunto alla sesta edizione e realizzato da Isnart-Unioncamere per l’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio in collaborazione con Legambiente, il Rapporto è stato presentato nel corso della Fiera del Cicloturismo che si è aperta il 27 marzo nella nuova sede della Fiera di Padova. 

Bici e cultura

Non solo pedalate in bicicletta su percorsi immersi nel verde per le vacanze in Italia: ben 1 cicloturista su 2 combina l’esperienza in sella con la scoperta del patrimonio artistico e culturale e delle eccellenze enogastronomiche sui territori, a conferma che la bicicletta è un grande “attivatore” di turismi che, come tale, richiede un sistema d’offerta integrata e multiprodotto. 

Loretta Credaro, presidente Isnart-Istituto Ricerche Turistiche e Culturali e rappresentate Unioncamere del Comitato “Impresa Donna” del Ministero delle Imprese e del made in Italy: “Dall’identikit del cicloturista-tipo emerge una crescita della componente femminile di oltre 17 p.p. sul dato del 2024. Mi fa molto piacere constatare come la domanda di cicloturismo sia sempre più “in rosa”, fenomeno che – auspico – trovi conferma anche dal lato dell’offerta, creando tante nuove occasioni di auto-imprenditorialità, anche al femminile, nelle piccole e grandi destinazioni del nostro Paese”.

“Il cicloturismo consolida i suoi numeri e si conferma un segmento importante del comparto turistico del Paese – commenta Sebastiano Venneri, Responsabile Territorio e Innovazione di Legambiente – quest’anno abbiamo voluto accendere i riflettori su un settore, quello del noleggio bici, che è un indicatore ulteriore dello stato di salute del cicloturismo. Abbiamo selezionato e raccontato nel Rapporto dieci esperienze di successo, a testimonianza di quanto il cicloturismo generi buona economia distribuita e un significativo indotto sul territorio”.

L’identikit del cicloturista

Nel 2025 si consolida anche il crescente interesse dei giovani (i turisti della cosiddetta “Gen Z” sono il 17,3%, contro il 9,3% del 2024), per un turismo sempre più attivo e curioso di quanto il territorio ha da offrire.

Tra le attività più praticate le visite nei centri storici, le gite al mare/lago e le degustazioni enogastronomiche. Internet grande influenzatore: 6 cicloturisti su 10 decidono sul web, cercando soprattutto informazioni su itinerari ed offerte promozionali, mentre 1 su 2 racconta l’esperienza sui social. 

Sale la spesa: il cicloturista spende in media 69 euro al giorno pro-capite per l’alloggio (65 euro nel 2024) e 91 euro per gli altri acquisti di beni e servizi sul luogo di vacanza (70 euro nel 2024).

Grande interesse anche per l’enogastronomia locale, con una spesa media giornaliera a persona nei ristoranti di 22 euro, e di 10 euro per gli acquisti di prodotti tipici locali; ma anche per i servizi termali e wellness (circa 17 euro a persona al giorno).

Un primo tentativo di analisi di impatto economica delle ciclovie italiane

L’analisi sui dati del Registro delle Imprese Unioncamere mostra che il mercato italiano del noleggio bici si orienta verso un modello “multi-sede”.

In un contesto in cui il numero di imprese attive nel comparto resta sostanzialmente (dato 2025 su 2019), i punti di servizio (unità locali) crescono del 47%, segnalando un forte rafforzamento dell’offerta e della sua articolazione territoriale, con tutta evidenza come risposta di mercato ad una domanda in costante crescita.

Esempi di Good Practice estere per un cicloturismo migliore

Come anticipato, nel 2025 le donne rappresentano mediamente il 47,1% dei cicloturisti, contro il 29,7% del 2024. 

In questo quadro, l’esperienza dell’iniziativa europea Women in Cycling risulta particolarmente significativa.

Si tratta di una rete promossa dalla European Cyclists’ Federation, con il contributo di diverse aziende partner, nata per rendere i settori dell’industria della bicicletta, della mobilità e del turismo più inclusivi e partecipati per le donne a 360°.

L’iniziativa sostiene l’inclusione, il mentoring e la leadership femminile anche in ambito turistico, puntando a una crescita della presenza femminile sia dal lato della domanda che dell’offerta.

Nel 2025 aumentano poi i turisti della Gen. Z (17,3% contro il 9,3% del 2024). 

In questo senso, spicca il progetto ungherese Bike Wanderer, promossa da Active Hungary, che propone un’esperienza cicloturistica attiva, ricca e responsabile: un camp estivo itinerante rivolto a studenti e articolato in 13 percorsi ciclabili, che uniscono attività outdoor, riscoperta di aree interne poco note dal punto di vista turistico-territoriale e sostenibilità ambientale. 

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