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domenica, Maggio 17, 2026

Biodiversità, nuove linee guida Ue per gli uccelli
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Lipu: "Chi attendeva un via libera sul fronte venatorio, anche per favorire la riforma della caccia, è rimasto deluso".

La striscia

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“Nessuna reale novità sul fronte venatorio, se non il rafforzamento dei principi e delle pratiche di tutela degli uccelli. La stagione delle infrazioni è finita”.

Lo dichiara la Lipu-BirdLife Italia in merito alla pubblicazione, negli scorsi giorni, delle nuove linee guida della Commissione europea per l’attuazione della direttiva sugli uccelli.

Pubblicato dopo un lungo lavoro tecnico e di confronto, il documento della Commissione europea si pone l’obiettivo di favorire la giusta interpretazione della Direttiva Uccelli in alcuni aspetti che possono dare adito ad applicazioni scorrette e dunque condurre a infrazioni anche gravi della normativa.

Articolo 5 e 9 della direttiva sugli uccelli

L’attenzione del documento, che compendia i più rilevanti pronunciamenti della Corte di Giustizia Europea, si è concentrata sull’articolo 5 (che vieta l’uccisione intenzionale degli uccelli o la distruzione dei loro nidi e delle loro uova, nonché il disturbo significativo degli uccelli) e sull’articolo 9 (che concede deroghe ai vincoli dell’articolo 5 per protezione di agricoltura e pesca o o per motivi di sicurezza pubblica) della direttiva sugli uccelli.

Sui due articoli le Linee guida forniscono una maggiore chiarezza attuativa ma senza alcuna sostanziale modifica interpretativa, confermando tra l’altro la necessità di soddisfare rigorosamente le tre condizioni propedeutiche all’eventuale concessione delle deroghe, ovvero la motivazione ammissibile, la dimostrata assenza di soluzioni alternative e il rispetto delle condizioni attuative previste.

Nessuno degli altri articoli della Direttiva Uccelli è preso in esame dal documento, il che va a confermare gli alti livelli di attenzione e protezione previsti, ad esempio, sullo stato di conservazione delle specie e sulla protezione assoluta degli uccelli in fase di migrazione pre-riproduttiva e in nidificazione, e dunque non influenza in alcun modo la definizione delle stagioni di caccia o dei calendari venatori. 

Una buona notizia per le sempre più necessarie politiche di conservazione.

Conciliazione tra economia e natura

“Le linee guida della Commissione europea – dichiara Claudio Celada, direttore Area Conservazione natura della Lipu – forniscono utili chiarimenti sul quadro giuridico esistente, confermando che la Direttiva Uccelli è uno strumento sufficientemente flessibile per affrontare le sfide di conciliazione tra interessi economici e tutela della natura e, inoltre, in grado di gestire problematiche complesse. Infine, le linee guida dimostrano che non c’è alcuna necessità di riaprire un processo di modifica della direttiva, come del resto anche per la Direttiva Habitat.

“Nessuna buona notizia – aggiunge Celada – giunge peraltro per il mondo venatorio italiano, impegnato nell’iter di riforma della caccia con un disegno di legge pieno di violazioni della direttiva e come tale del tutto improponibile. Chi sperava in nuovi spazi di manovra rimane deluso.

Governo, Parlamento e regioni comprendano che il tempo delle infrazioni è finito e diano il via a una nuova stagione di tutele e buona amministrazione”.

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