Fino al 48% degli alimenti sugli scaffali italiani contiene residui di pesticidi.1 Nella frutta superano spesso punte del 70%.
Glifosato, imidacloprid e acetamiprid sono tra le sostanze più utilizzate per contrastare erbe infestanti, funghi e insetti: un cocktail di veleni che può avere impatti sulla salute umana e sull’ambiente.
Lo ricorda, in occasione della Giornata della Terra, oggi martedì 22 aprile, Greenpeace Italia, che lancia una petizione per chiedere lo stop all’uso dei pesticidi e una maggiore tutela della biodiversità del pianeta.
I pesticidi e il cibo che mangiamo
I pesticidi, infatti, non riguardano solo ciò che arriva nel piatto, ma anche gli ecosistemi da cui quel cibo dipende.
Gli insetti impollinatori – tra cui le api, responsabili di circa due terzi della produzione di frutta e verdura – sono tra le specie più esposte. Secondo un recente studio, l’esposizione cronica a residui di pesticidi, anche a dosi definite “sicure”, compromette orientamento, apprendimento e sistema immunitario degli insetti impollinatori.
Non a caso, circa un terzo delle popolazioni europee di api e farfalle è già in declino. Solo in Italia sono scomparsi 200.000 alveari negli ultimi dieci anni.
“Quello che oggi arriva sulle nostre tavole è il risultato di un sistema agroalimentare che continua a consentire l’utilizzo di pesticidi anche quando esistono evidenze sui loro impatti sulla salute e la biodiversità. Non possiamo più ignorare il legame tra ciò che mangiamo, l’ambiente e la nostra salute. La Commissione Europea, inoltre, con il pretesto della semplificazione normativa, sta portando avanti un pericoloso arretramento per la protezione della salute pubblica e dell’ambiente: con la proposta “Omnibus sulla sicurezza di alimenti e mangimi”, si vorrebbe introdurre la possibilità di concedere approvazioni illimitate per le sostanze attive, eliminando le revisioni sistematiche necessarie a vietarne l’uso quando nuove evidenze scientifiche ne provano la pericolosità. Con questa petizione chiediamo di fermare questa deriva e fissare regole più stringenti, trasparenti e orientate alla protezione delle persone, degli ecosistemi e del futuro dell’agricoltura”, dichiara Silvia Visca, Responsabile programma biodiversità di Greenpeace Italia.
La petizione per fermare le sostanze dannose
Per proteggere la salute umana e gli ecosistemi, Greenpeace Italia ha lanciato una petizione rivolta alle istituzioni italiane ed europee per fermare la deregolamentazione dei pesticidi e rafforzare le tutele per l’ambiente.
Le richieste sono chiare: vietare i pesticidi più pericolosi per la salute umana e la biodiversità a partire da quelli con effetti documentati sul sistema endocrino, neurologico e sugli impollinatori.
Fermare la deregulation prevista dal “pacchetto Omnibus”, la proposta di riforma delle norme dell’Unione europea che mira a ridurre le revisioni periodiche su pesticidi consentiti e allungare le autorizzazioni alle multinazionali dell’agrochimica.
Regole più stringenti che tengano conto degli effetti combinati e cronici della presenza di più sostanze presenti nello stesso alimento. Ad oggi la conformità legale si basa infatti sulla singola molecola, senza considerarne il cosiddetto multiresiduo.
Dare sostegno concreto all’agroecologia, con investimenti in modelli agricoli che promuovono pratiche agricole sostenibili e riducono l’uso della chimica di sintesi e tutelano suolo, acqua e biodiversità.
Qui è possibile firmare la petizione.

