Quarant’anni fa, il 26 aprile 1986, il disastro di Chernobyl impartiva al mondo una lezione indelebile sull’atomo.
Mentre il tema nucleare torna prepotentemente al centro delle strategie energetiche del Governo, Nuova Ecologia presenta “Figli della nube”, un volume digitale dedicato all’evento che ha segnato la storia dell’ambientalismo con una selezione di inchieste, reportage, illustrazioni e vignette pubblicate sul mensile di Legambiente dal 1986 a oggi.
La presentazione del volume è avvenuta questa settimana in un webinar trasmesso sul sito della rivista.
Resoconto storico e inchiesta su Chernobyl
L’ebook non è solo un resoconto storico, ma un manifesto d’indagine che analizza l’atomo sotto il profilo ambientale, sanitario e sociale.
L’opera si pone come una bussola analitica per orientarsi tra i fatti, offrendo al lettore la consapevolezza necessaria per evitare nuove derive energetiche legate al nucleare, imparando dagli errori del passato.
Sfogliando le pagine, emerge un percorso di informazione nato già nel 1979 con l’incidente di Three Mile Island e arrivato al suo spartiacque nel maggio 1986.
Mentre il regime sovietico taceva e i governi europei balbettavano, la redazione di Nuova Ecologia, allora diretta da Paolo Gentiloni, rispondeva con un supplemento che ha ridefinito gli standard della stampa ambientale in Italia. Il volume scoperchia la complessa gestione post-disastro nel nostro Paese, rivelando il braccio di ferro tra le evidenze tecniche e le scelte politiche volte a minimizzare l’impatto sulla popolazione.
Criticità degli impianti e voce ai sopravvissuti
Tra inchieste sulla mancata trasparenza e analisi della contaminazione reale, il testo documenta le criticità degli impianti e dà voce ai sopravvissuti, a profili tecnici sui limiti economici e tecnologici dell’energia nucleare.
Dalle cronache dei primi sit-in per dire “Mai più nucleare” alle storiche vittorie referendarie e alle campagne di solidarietà, il viaggio arriva fino ai reportage contemporanei sulla vita all’ombra del reattore, arricchito dal potente sarcasmo dei maestri dell’illustrazione italiana. Le loro opere trasformano i dati freddi in vicende umane, ribadendo che una transizione energetica sicura e pulita non è più un’opzione, ma un’urgenza non rinviabile.
“Questa pubblicazione raccoglie quattro decenni di impegno civile e giornalistico, per informare i cittadini della scelleratezza dell’opzione nucleare – dichiara Francesco Loiacono, direttore della Nuova Ecologia – Non è solo un racconto amarcord, ma un compendio di giornalismo ambientale che spiega come fare informazione su temi complessi, dove si intrecciano salute, difesa degli ecosistemi e politiche energetiche. Un lavoro costruito con l’impegno instancabile di maestri come Massimo Scalia, fisico e politico scomparso nel 2023, tra i fondatori di Legambiente, che dimostra come coniugare sintesi giornalistica e rigore scientifico nell’affrontare argomenti che generano un dibattito spesso polarizzato e infarcito di bufale”.
“Nuova Ecologia ha trasformato l’informazione sui rischi dell’atomo in un modello di rigore unico – aggiunge Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – Questa pubblicazione è un faro necessario in un momento surreale in cui il nucleare è al centro delle strategie energetiche del Governo; ripercorre un cammino d’identità associativa fatto di battaglie storiche, dalle vittorie referendarie del 1987 e del 2011 a iniziative di solidarietà come il Progetto Rugiada per i bambini di Chernobyl, fino ai dossier e alle mobilitazioni più recenti contro il ritorno all’atomo e per la realizzazione del deposito di scorie radioattive. Il nucleare è di fatto morto a causa dei suoi costi più alti delle rinnovabili, come raccontano tutti gli scenari dell’Agenzia Internazionale dell’Energia fino al 2050. Puntare oggi sull’atomo non ridurrà i costi energetici né aumenterà la sicurezza del Belpaese; al contrario, rischierà di allungare la vita alla filiera del gas fossile e frenare la decarbonizzazione vincolandoci a investimenti incerti, alimentando conflitti, bloccando l’unica strada sicura e a basso costo, fatta di rinnovabili, efficienza, accumuli e reti intelligenti”.

