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lunedì, Maggio 18, 2026

Lupi uccisi nel Parco nazionale d’Abruzzo: condanna di ISPRA e istituzioni, indagini in corso
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Allarme per la biodiversità e la sicurezza: possibile avvelenamento, rafforzati i controlli. Appello a legalità e collaborazione tra enti, comunità e mondo scientifico.

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Grave episodio di bracconaggio nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dove sono stati trovati morti diversi esemplari di lupo, probabilmente a causa di avvelenamento.

Un fatto che ha suscitato una reazione immediata e unanime da parte delle istituzioni e del mondo scientifico, che parlano di un attacco senza precedenti alla biodiversità.

Condanna netta di ISPRA: “Atto gravissimo”

L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha espresso una ferma condanna, definendo l’accaduto un gesto estremamente grave che colpisce una specie simbolo e rischia di compromettere i risultati ottenuti negli ultimi decenni nella tutela del lupo in Italia.

Secondo i primi elementi, l’ipotesi più probabile è quella dell’utilizzo di esche avvelenate, una pratica illegale che rappresenta un pericolo non solo per la fauna selvatica, ma anche per gli animali domestici e la sicurezza pubblica.

L’episodio, che avrebbe coinvolto fino a 18 esemplari, viene descritto dagli esperti come un evento di “gravità inaudita”, capace di mettere a rischio l’equilibrio costruito nel tempo tra attività umane e grandi predatori.

Indagini e rafforzamento dei controlli

Sul caso sono in corso accertamenti da parte della Procura della Repubblica di Sulmona, in collaborazione con il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri (CUFAA).

L’obiettivo è chiarire le cause della morte degli animali e individuare i responsabili.

Il presidente del Parco ha sottolineato l’importanza del supporto istituzionale, ringraziando il Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, per la pronta risposta e per il rafforzamento delle attività di controllo sul territorio.

“Difendere il lupo significa difendere la legalità”

Le istituzioni evidenziano come la tutela del lupo non riguardi solo la conservazione di una specie, ma rappresenti un interesse pubblico più ampio, legato alla difesa della biodiversità e al rispetto delle regole.

Il Parco ha ribadito il proprio impegno a collaborare con tutte le autorità competenti per arrivare rapidamente alla verità, sottolineando che quanto accaduto costituisce un fatto di eccezionale gravità per l’intero territorio.

L’appello: alleanza per la tutela degli ecosistemi

ISPRA richiama la necessità di isolare ogni comportamento illegale e di evitare la radicalizzazione del dibattito, soprattutto sui social e nei territori, che rischia di ostacolare soluzioni efficaci.

La gestione della fauna selvatica, sottolineano gli esperti, richiede un approccio basato su evidenze scientifiche, responsabilità condivise e rispetto delle normative. Eventuali interventi sulla specie possono essere presi in considerazione solo in presenza di condizioni di comprovata necessità e all’interno di piani autorizzati e controllati.

Da qui l’appello a costruire un’alleanza tra istituzioni, comunità locali, mondo agricolo e sistema scientifico, per coniugare tutela ambientale, sicurezza e convivenza tra uomo e fauna.

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