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lunedì, Maggio 18, 2026

Report Legambiente: Italia dipendente da gas e petrolio, bollette tra le più care d’Europa
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Il dossier “Il prezzo della dipendenza” denuncia: importazioni al 95% per il gas e al 91% per il petrolio. Ritardi sulle rinnovabili e 15 proposte per accelerare la transizione energetica.

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L’Italia resta tra i Paesi europei più vulnerabili sul fronte energetico, con una forte dipendenza dalle fonti fossili e costi dell’energia tra i più elevati in Europa.

A evidenziarlo è il nuovo report “Il prezzo della dipendenza” presentato da Legambiente in occasione della Conferenza internazionale di Santa Marta e a 40 anni dal disastro di Disastro di Chernobyl.

Dipendenza energetica: Italia tra i Paesi più esposti

Secondo il report, l’Italia importa il 95% del gas fossile e il 91% del petrolio che consuma. I principali fornitori sono Paesi come Algeria e Azerbaigian, che da soli coprono oltre il 54% della domanda di gas, seguiti da Qatar, Russia, Libia e Stati Uniti.

Questa dipendenza espone il Paese a rischi geopolitici significativi, considerando che molti di questi Stati presentano criticità sul piano dei diritti umani o sono coinvolti in conflitti internazionali.

Negli ultimi 25 anni, il consumo medio annuo di gas si è attestato intorno ai 73 miliardi di metri cubi, con circa il 90% coperto da importazioni provenienti da oltre 26 Paesi.

Bollette alte: Italia prima in Europa nel 2026

Il report evidenzia anche il peso del gas nel sistema elettrico italiano, che incide per circa il 50% della produzione. Tra gennaio e aprile 2026, il prezzo medio dell’energia elettrica all’ingrosso ha raggiunto 130,5 euro/MWh, il più alto tra i principali Paesi europei analizzati.

In Italia, il gas ha determinato il prezzo dell’elettricità per l’89% delle ore nei primi mesi del 2026, contro percentuali molto più basse negli altri Paesi.

Rinnovabili: Italia in ritardo rispetto all’Europa

Negli ultimi cinque anni, la produzione da fonti rinnovabili in Italia è cresciuta solo del 10%, a fronte del +41,9% registrato in Spagna.

Attualmente, oltre 1.700 progetti di impianti a fonti pulite risultano bloccati presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, a causa di ritardi autorizzativi e ostacoli burocratici.

Nel confronto europeo, l’Italia registra il costo dell’energia elettrica all’ingrosso più elevato, con una media di 130,5 euro per megawattora tra gennaio e aprile 2026. Valori significativamente inferiori si osservano negli altri principali Paesi analizzati: in Germania il prezzo medio si attesta a 99,8 euro/MWh, in Olanda a 100,1 euro/MWh, mentre in Francia scende a 70,4 euro/MWh. La Spagna risulta il Paese più competitivo, con un costo medio pari a 42,5 euro/MWh, meno di un terzo rispetto a quello italiano.

Le 15 proposte di Legambiente per la transizione energetica

Di fronte a questo scenario, Legambiente propone un pacchetto di 15 interventi per accelerare la transizione energetica, tra cui: eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi entro il 2030; stop alle nuove infrastrutture per il gas fossile; abbandono delle politiche pro-nucleare; semplificazione delle procedure autorizzative per le rinnovabili; investimenti nell’efficienza energetica e nella riqualificazione degli edifici, in linea con la direttiva europea sulle “case green”.

GNL e nuove dipendenze globali

Dopo la crisi energetica del 2022, è aumentato il ricorso al gas naturale liquefatto (GNL), passato dal 6% delle importazioni nel 2002 al 25% nel 2024.

Gli Stati Uniti sono oggi il principale esportatore mondiale di GNL e coprono oltre la metà delle importazioni europee, mentre l’Italia importa soprattutto da Qatar e USA.

Critiche al Governo e nodo nucleare

Secondo Legambiente, la strategia energetica del Governo punta ancora su gas e nuove infrastrutture fossili, come rigassificatori e gasdotti, in contrasto con gli obiettivi di decarbonizzazione.

Tra le criticità segnalate anche il ritorno al dibattito sul nucleare, definito dall’associazione una tecnologia costosa e in declino a livello globale.

Appello: “Serve un cambio di rotta”

Per Legambiente è urgente un cambio di passo: puntare su rinnovabili ed efficienza energetica è l’unica strada per ridurre i costi, aumentare l’indipendenza energetica e rafforzare il ruolo geopolitico dell’Italia.

In occasione della Conferenza di Santa Marta, l’associazione chiede al Governo interventi concreti e immediati per accelerare la transizione energetica e ridurre la dipendenza dalle fonti fossili.

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