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lunedì, Maggio 18, 2026

Antartide: 14 laboratori europei al lavoro sul più completo archivio climatico degli ultimi 1,2 milioni di anni
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Il progetto europeo Beyond EPICA - Oldest Ice ha compiuto un’impresa scientifica e logistica senza precedenti, prelevando da una carota di ghiaccio in Antartide frammenti di roccia a una profondità chiave per le ricerche. Dalle analisi in corso, infatti, sono attesi dati che ci permetteranno di capire la Transizione del Pleistocene Medio, periodo cruciale nell’evoluzione del clima terrestre.

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Estratti frammenti di roccia sepolta da milioni di anni e deviato il foro di perforazione sotto la calotta antartica.

È quanto realizzato nell’ultima campagna del progetto di ricercaBeyond EPICA-Oldest Ice, che per sei anni ha visto impegnate dodici istituzioni di ricerca di dieci Paesi europei. I risultati raggiunti in questa ultima spedizione apriranno la strada a nuove sfide scientifiche.

Per la prima volta, infatti, analizzando le informazioni racchiuse in una carota di ghiaccio, gli scienziati otterranno una registrazione continua del clima del nostro pianeta fino a 1,2 milioni di anni fa, e probabilmente anche più indietro nel tempo.  

Mentre le ultime sezioni di campioni di ghiaccio prelevate sono appena giunte in Europa a bordo della nave rompighiaccio italiana Laura Bassi, in quattordici laboratori di dieci Paesi, ricercatrici e ricercatori sono già al lavoro per analizzare le informazioni “registrate” nelle carote di ghiaccio arrivate precedentemente.

Complessivamente, si tratta di una carota di ghiaccio lunga 2,8 chilometri che permetterà di rivelare dettagli fondamentali ed inediti sulla storia del clima e dell’atmosfera terrestre.

Guidata dall’Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISP), la collaborazione internazionale ha visto impegnato nei mesi scorsi nel campo di Little Dome C, a 35 chilometri da Concordia, a 3.200 metri sul livello del mare, un team di 15 persone tra scienziate, scienziati e personale logistico, che ha lavorato due mesi dell’estate antartica con temperature medie di -35°C. Nel corso di questa ultima campagna,  il team di ricerca ha raccolto frammenti del substrato roccioso coperto dai ghiacci che sarà analizzato per capire quando è estato esposto l’ultima volta alla luce.

Il risultato sarà determinante per stabilire con precisione l’età della calotta glaciale. Altra fase fondamentale della campagna è stata la realizzazione, tecnicamente molto complessa, di una deviazione del foro principale di perforazione. Grazie a questa operazione, avvenuta a oltre due chilometri di profondità nella calotta glaciale, sarà possibile in futuro “raddoppiare” i campioni presumibilmente riferibili alla Transizione del Pleistocene Medio, periodo nel quale l’alternanza tra periodi glaciali e interglaciali ha subìto un drastico cambio di frequenza, da 40mila a 100mila anni.  

Le ragioni di questa transizione sono ancora oggetto di studio nella comunità scientifica e i dati di Beyond EPICA potrebbero rivoluzionare la nostra comprensione della storia del pianeta, aprendo la strada a scoperte inedite sul funzionamento del sistema climatico. 

“Avevamo di fronte sfide tecnologiche e ingegneristiche senza precedenti nella glaciologia antartica, il successo era tutt’altro che scontato – spiega Carlo Barbante, professore ordinario all’Università Ca’ Foscari Venezia, associato a CNR-ISP e coordinatore di Beyond EPICA – Oldest Ice – Grazie alla competenza e la tenacia del team a Little Dome C, con il supporto del personale alla stazione Concordia e, da remoto, dei principali centri europei dedicati alla glaciologia, siamo riusciti a raggiungere un risultato storico: consentire alla scienza di sfogliare il libro di storia più antico, ovvero analizzare ghiaccio formatosi negli ultimi 1,2 milioni di anni”. 

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