Dalla costa vulcanica semi-desertica di Fuerteventura alla foresta boreale temperata svedese, passando per la pianura pedemontana dell’Italia: ha preso il via la prima campagna europea di monitoraggio congiunto in sette Paesi europei, mai realizzata sugli insetti impollinatori selvatici.
Otto chilometri di percorsi lineari nei parchi zoologici coinvolti, destinati a interventi di ripristino per contrastare il declino delle popolazioni di farfalle, sirfidi e apoidei.
Il 20 maggio, con l’istituzione del primo Pollinator Ambassador Day, i 16 partner del progetto europeo Zoo LIFE Pollinators entrano nel cuore della prima raccolta dati scientifica condotta in simultanea, che andrà avanti fino a settembre inoltrato, con l’obiettivo di scattare una fotografia esatta delle condizioni ambientali di partenza.
In una giornata in cui tutte le strutture europee coinvolgeranno il pubblico con attività educative e divulgative come talk, laboratori, workshop e attività di citizen science, per favorire la conoscenza di un micro-mondo in pericolo, spesso invisibile ma fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi.
Brașov Zoo (Romania), Copenhagen Zoo (Danimarca), Debrecen Zoo (Ungheria), Nordens Ark (Svezia), Oasis Wildlife Fuerteventura (Spagna), Slottsskogen Zoo (Svezia), Zagreb Zoo (Croazia) e bioparco Zoom Torino (Italia), quest’ultimo alla guida del progetto co-finanziato dall’Ue.
«In tutte queste strutture, abbiamo considerato la latitudine e le diverse condizioni climatiche che ne derivano, per riuscire a raccogliere dati comparabili», spiega Karin Amsten, Research Coordinator di Nordens Ark, alla guida del gruppo di lavoro dedicato al monitoraggio, che spazia dalle Canarie alla Svezia, passando per l’Italia.
«Un lavoro possibile grazie all’adozione del protocollo condiviso Butterfly Monitoring Scheme, esteso ai tre principali gruppi di impollinatori, che prende forma lungo percorsi precisi: in ciascun parco zoologico è stato istituito un transetto di monitoraggio, ovvero un tracciato lineare lungo tra i 500 e i 1.000 metri, che gli operatori percorrono a piedi per osservare e registrare la presenza di insetti impollinatori selvatici. E tutte le farfalle, i sirfidi e gli apoidei che entrano nello spazio di osservazione, vengono contati e identificati». Un lavoro necessario, di fronte a un declino sempre più evidente: secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, il 9% delle api selvatiche è minacciato di estinzione e il 40% delle specie di sirfidi si trova in condizioni critiche. Così come il 14% delle specie di farfalle europee che destano crescente preoccupazione.
«Accanto al monitoraggio entomologico – specifica Amsten – il progetto integra anche la componente botanica. Lungo ciascun transetto sono stati individuati almeno cinque plot georeferenziati, ovvero aree di un metro quadrato all’interno delle quali viene analizzata con cadenza mensile l’evoluzione della vegetazione: dalla copertura alla composizione floristica, fino alla presenza di fioriture. Si tratta di elementi chiave per comprendere la disponibilità di risorse per gli impollinatori e quindi, per tutelarne la sopravvivenza e garantirne il ripopolamento».
Il Pollinator Ambassador Day porterà dunque al centro dell’attenzione una fase invisibile dei progetti di conservazione e ripristino della biodiversità, che coinvolge il pubblico, i ricercatori e il loro metodo scientifico di osservazione della realtà.
Ma accompagnerà anche l’ingresso del progetto nella sua fase operativa, quando i primi dati raccolti lungo gli otto chilometri di transetti inizieranno a delineare le priorità di intervento. Fino ad avviare la seconda fase in autunno, con la semina e la piantumazione di specie vegetali, per favorire il ritorno delle popolazioni di impollinatori nei diversi contesti europei.

