È stata inaugurata a Caprino Veronese, alle pendici del Monte Baldo e nell’entroterra del Lago di Garda, la prima voliera aperta d’Italia dedicata agli ibis eremita, una delle specie più rare e minacciate d’Europa.
Nella struttura sono già arrivati i primi sei esemplari provenienti dallo zoo di Nordhorn, in Germania, ai quali se ne aggiungeranno altri sei nelle prossime settimane.
Reintroduzione dell’ibis eremita in Europa
La nuova area, realizzata grazie a Openature Foundation ETS nell’ambito del progetto europeo LIFE Northern Bald Ibis, rappresenta una tappa strategica per la reintroduzione dell’ibis eremita in Europa, dove la specie era scomparsa circa quattro secoli fa a causa della caccia.
La voliera, alta quasi cinque metri e ampia 100 metri quadrati, ospiterà coppie riproduttive che potranno allevare i propri pulcini in un ambiente protetto ma aperto alla migrazione naturale.
Dotata di 12 nidi e di un sistema di monitoraggio attivo 24 ore su 24 con telecamere di sorveglianza, la struttura è stata progettata per diventare un punto di riferimento lungo la rotta migratoria tra Austria e Toscana.
L’obiettivo è molto alto: 30 pulcini nei prossimi 3 anni.
“L’obiettivo è che i giovani ibis possano unirsi agli esemplari selvatici già presenti in Europa e contribuire alla crescita di una popolazione migratrice autosufficiente”, spiega Caterina Spiezio, responsabile ricerca in ambito animali di Openature Foundation. I nuovi nati, infatti, apprenderanno la rotta migratoria seguendo gli adulti già in grado di migrare spontaneamente verso sud durante l’autunno.
Le minacce all’iris eremita
Oggi sono circa 300 gli ibis eremita che volano tra Austria e Italia, ma la specie è ancora classificata come “Regionally Extinct” in Europa dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.
La reintroduzione è il risultato di oltre vent’anni di lavoro scientifico e delle celebri “Migrazioni Guidate dall’Uomo”, durante le quali gli uccelli hanno imparato la rotta seguendo ultraleggeri pilotati dai ricercatori del progetto coordinato da Johannes Fritz.

“Abbiamo voluto che questa voliera – spiega Carlo Giordano, presidente di Openature Foundation – fosse la prima azione concreta di Openature Foundation, nata dall’evoluzione delle Fondazioni di parco Natura Viva e bioparco Zoom Torino. Perché racchiude il significato più profondo della nostra missione: restituire alla natura ciò di cui l’uomo stesso l’ha privata. L’ibis eremita è scomparso dall’Europa quattro secoli fa a causa della pressione venatoria e oggi, grazie al lavoro condiviso tra zoologi, ricercatori, educatori e strutture zoologiche europee, stiamo costruendo le condizioni perché questa tendenza sia invertita. C’è ancora molto lavoro da fare, sicuramente sulla riduzione delle perdite dovute al bracconaggio in Italia e di quelle causate dall’elettrocuzione sui tralicci in Austria e Germania. Ma è proprio qui che si inserisce la nostra attività di ricerca e conservazione: Openature Foundation raccoglie e porta avanti tutti i progetti di ricerca, conservazione e reintroduzione in natura sviluppati dai parchi zoologici del gruppo Openature, con l’obiettivo di trasformare la conservazione in azioni concrete negli ecosistemi più fragili”.
L’area è stata ripulita e messa in sicurezza, sia dal contatto con persone sia da quello con animali selvatici. Sono stati ricreati canneti e inseriti fiori utili per gli insetti impollinatori.
L’obiettivo del progetto LIFE Northern Bald Ibis 2022-2028, cofinanziato dall’Unione Europea, è raggiungere almeno 360 ibis eremita reintrodotti in natura.
La struttura di Caprino Veronese sarà visitabile gratuitamente dal pubblico esclusivamente tramite visite guidate su prenotazione.


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