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mercoledì, Ottobre 7, 2026

Parco dei Monti Sibillini, censite 8 coppie di aquila reale: una delle densità più alte degli Appennini
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Nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini la popolazione di Aquila chrysaetos è quadruplicata in poco più di trent’anni, passando da due a otto coppie nidificanti grazie alle azioni di conservazione e alla tutela degli habitat montani.

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Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini si conferma una delle aree più importanti dell’Appennino per la conservazione dell’Aquila chrysaetos. I dati emersi dal censimento svolto nel marzo 2026 indicano infatti la presenza di otto coppie territoriali, una densità tra le più elevate dell’intera catena appenninica.

L’attività di monitoraggio, coordinata da Jacopo Angelini dell’A.L.T.U.R.A. con il supporto di ornitologi volontari e dei Carabinieri Forestali, ha interessato per la prima volta l’intero Appennino umbro-marchigiano. I risultati definitivi saranno disponibili nelle prossime settimane, ma le prime osservazioni confermano il dato già registrato nel 2025.

La crescita della popolazione è particolarmente significativa se confrontata con la situazione del 1993, anno di istituzione del Parco, quando erano presenti soltanto due coppie nidificanti. In poco più di trent’anni il numero degli esemplari riproduttori si è quindi quadruplicato, testimoniando il successo delle misure di conservazione adottate sul territorio.

Con un’apertura alare che può superare i due metri, l’aquila reale rappresenta il più grande rapace del Parco e uno dei simboli della fauna montana italiana. L’inizio della primavera coincide con il periodo più favorevole per il censimento, quando le coppie sono impegnate nelle attività di corteggiamento e nella preparazione dei nidi, generalmente costruiti su pareti rocciose difficilmente accessibili.

Secondo gli esperti, diversi fattori hanno contribuito all’espansione della specie. Tra questi figurano una maggiore sensibilità verso la tutela della biodiversità, il controllo più efficace del territorio garantito dall’area protetta e l’aumento delle prede disponibili, come lepri, volpi e piccoli ungulati. Anche il ritorno del Rupicapra pyrenaica ornata, reintrodotto nel 2008, ha contribuito ad arricchire le risorse alimentari disponibili per il grande rapace.

Nonostante il trend positivo, permangono alcune minacce. Tra le principali cause di mortalità figurano ancora il bracconaggio e l’elettrocuzione dovuta al contatto con linee elettriche non adeguatamente messe in sicurezza. Negli ultimi anni il Parco ha promosso l’interramento di alcuni elettrodotti e l’adozione di infrastrutture più moderne con cavi isolati, ma le linee più datate presenti anche al di fuori dell’area protetta continuano a rappresentare un rischio concreto.

Proprio il 18 febbraio scorso un esemplare di aquila reale è stato ritrovato morto nelle campagne di Gualdo a causa di un episodio di elettrocuzione, confermando la necessità di proseguire gli interventi di mitigazione.

Protetta in tutta l’Unione Europea, l’aquila reale svolge un ruolo fondamentale negli ecosistemi montani. Predatore al vertice della catena alimentare, contribuisce al controllo naturale delle popolazioni di prede e svolge anche una preziosa funzione di “spazzino”, nutrendosi di carcasse e favorendo così la sanificazione degli ambienti naturali.

Secondo il Commissario straordinario del Parco, Corrado Perugini, la presenza stabile di questo rapace rappresenta un importante indicatore della qualità ambientale dei Sibillini e costituisce anche un elemento di grande valore per la promozione del territorio e del turismo naturalistico. Osservare il volo dell’aquila reale tra le montagne dell’Appennino centrale resta infatti una delle esperienze più affascinanti offerte dal Parco.

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