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mercoledì, Luglio 22, 2026

Nuovi OGM, ecco come l’Europa apre la strada al monopolio delle sementi
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L'Europa ha detto sì ai nuovi OGM. Con l'approvazione definitiva del regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT), il Parlamento europeo compie una delle più profonde revisioni della normativa sugli organismi geneticamente modificati degli ultimi decenni.

La striscia

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L’Europa ha detto sì ai nuovi OGM. Con l’approvazione definitiva del regolamento sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT), il Parlamento europeo compie una delle più profonde revisioni della normativa sugli organismi geneticamente modificati degli ultimi decenni. Ma il punto più controverso non riguarda tanto la modifica del Dna delle piante, quanto il controllo delle sementi. Bocciando gli emendamenti che avrebbero limitato la portata dei brevetti, Bruxelles apre infatti la strada a una crescente concentrazione del mercato nelle mani di pochi grandi gruppi sementieri.

La riforma distingue le piante ottenute con NGT in due categorie. Quelle di categoria 1, che rappresentano oltre il 90% delle varietà oggi in sviluppo, vengono equiparate alle colture convenzionali e saranno esentate dalla gran parte della disciplina prevista per gli OGM: niente valutazione preventiva del rischio, niente tracciabilità lungo la filiera e nessun obbligo di etichettatura per il consumatore finale. Rimarrà soltanto l’obbligo di identificare le sementi destinate agli agricoltori.

Secondo Coldiretti e le principali organizzazioni agricole, le nuove tecniche genomiche permetteranno di ottenere colture più resistenti alla siccità e alle fitopatie, contribuendo a ridurre anche l’impiego di agrofarmaci.

Una promessa che, tuttavia, contraddice il principio di precauzione: una volta introdotto nell’ambiente un organismo geneticamente modificato, gli effetti sulle relazioni ecologiche, sulla biodiversità e sugli equilibri degli ecosistemi – compresi quelli agricoli – non possono essere previsti con assoluta certezza né completamente reversibili.

A rendere ancora più delicata la riforma è il tema della proprietà intellettuale. Il Parlamento europeo ha respinto gli emendamenti che avrebbero limitato l’estensione dei brevetti e rafforzato le tutele per gli agricoltori nelle controversie legali. Il rischio denunciato da numerosi osservatori e da una parte dello stesso Parlamento europeo è che il controllo delle sementi del futuro finisca progressivamente nelle mani di poche multinazionali, aumentando la dipendenza delle aziende agricole da varietà brevettate e riducendo gli spazi di autonomia per i piccoli produttori.

Il regolamento entrerà ufficialmente in vigore venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. La sua applicazione richiederà però un periodo transitorio di due anni, durante il quale Commissione europea e Stati membri definiranno le regole operative. Le nuove disposizioni diventeranno quindi pienamente applicabili soltanto a partire dalla metà del 2028.

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