Il “tutti contro Donald Trump” che ha tirato fuori gli USA dall’accordo di Parigi sul clima sembra che per qualcuno stia perdendo per strada qualche tassello, tanto in politica quanto scientificamente. Il primo a sostenere che il Presidente americano non ha tutti i torti è stato il professore Antonio Zichichi che, su Il Giornale del 2 giugno, ha scritto: “Quella cosa cui si dà il nome di “clima” è di estrema complessità. E’ necessario sapere matematicamente descrivere cosa succede nello strato dell’aria (spessore di circa 10 km) che circonda la sfera terrestre. L’atmosfera è come un grande mantice che assorbe ed espelle anidride carbonica. Il mantice è azionato da tre pompe: l’oceano globale (insieme degli oceani e di tutti i mari), la terra solida (piante e suolo) e l’uomo. le tre pompe hanno potenze diverse. I modelli matematici fatti per calcolare la potenza di ciascun motore portano alla conclusione che le prime due pompe sono decine di volte più potenti di quella umana. Ecco perché è difficile attribuire alle attività umane effetti tali da produrre variazioni climatiche. E infatti su Marte la Nasa registra variazioni climatiche senza che ci sia alcuna attività umana. Sbagliare sull’evoluzione del clima vuol dire buttare a mare miliardi di dollari. Passiamo ora agli errori nello studio dell’inquinamento planetario. L’esempio più clamoroso è demonizzare l’effetto serra e l’anidride carbonica. L’anidride carbonica è cibo per le piante: se nell’atmosfera non ci fosse anidride carbonica non potrebbe esistere la vita vegetale. Siccome la vita animale viene dopo quella vegetale, senza anidride carbonica non potremmo essere qui a discuterne. E’ vero che essa produce l’effetto serra. Ma senza questo effetto la temperatura media su questo satellite del Sole sarebbe 18 gradi sotto zero. La nostra sorgente di luce e calore è il Sole che si trova a 150 milioni di km dalla terra. Un semplice calcolo porta alla conclusione che la temperatura sulla terra dovrebbe essere 18 gradi sotto zero, se non ci fosse l’effetto serra. Questo effetto ci regala i 33 gradi necessari affinché sulla terra esista l’ambiente compatibile con la vita”. Ecco perché – afferma sempre Zichichi – “l’Europa ha perso una grande occasione nel non mettere in evidenza la confusione fra clima ed inquinamento”.

Sul versante politico poi, molto prudenti e concilianti le dichiarazioni del Consigliere russo Andrei Belusov, altro contradditorio alla voce preponderante del momento: “…è assolutamente evidente che senza la partecipazione Usa gli accordi di Parigi saranno inattuabili..”. Mentre Putin precisa: “…l’accordo di Parigi sul clima dovrebbe entrare in vigore nel 2021 quindi c’è ancora tempo per essere costruttivi se vogliamo….credo comunque che non si debba fare confusione intorno alle decisioni del presidente Trump ma creare elementi per ricomporre le decisioni…”.