In sei mesi sono state recuperate 4,8 tonnellate di rifiuti, la maggior parte dei quali in plastica e in particolare sotto forma di oggetti monouso. È il risultato dei primi dati dei progetti sperimentali del “fishing for litter made in Italy”, progetto volto rendere evidente l’urgenza del problema dei rifiuti marini. I dati sono stati presentati questa mattina da Legambiente nell’ambito del partecipatissimo convegno “Plastica monouso e rifiuti marini nel Mar Mediterraneo: problemi e soluzioni”, che si è svolto per il terzo anno ad Ecomondo, in fiera di Rimini.

Nell’Arcipelago toscano, da maggio a settembre 2018, sono state 1,8 le tonnellate di rifiuti raccolte dai fondali marini. Altre 1,6 tonnellate sono state recuperate a Terracina (Lt) nel Lazio, in due mesi di attività. Passando dal Tirreno all’Adriatico, anche a Manfredonia, in Puglia, va in scena questa particolare attività di pesca a strascico: oltre a catturare pesci, i pescatori sollevano infatti rifiuti di ogni tipo, dalle reti per la coltivazione delle cozze a bottiglie di plastica, addirittura pneumatici. In una sola giornata sono stati oltre 390 i chili di rifiuti riportati a terra. A Porto Garibaldi (Fe), in Emilia-Romagna, ad oggi si contano già 23 giornate di questo tipo che hanno portato al recupero di oltre una tonnellata di rifiuti.  “Il settore della pesca è il più minacciato dal problema del marine litter, ma anche quello che può ricoprire un ruolo da protagonista nella pulizia del nostro mare, proprio come dimostrano le attività di ‘fishing for litter’ che stiamo contribuendo a moltiplicare lungo le coste italiane – ha dichiarato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – L’Italia giochi un ruolo da protagonista nella lotta al marine litter approvando subito una legge nazionale sulle plastiche monouso e per consentire ai pescatori di fare gli spazzini del mare” è l’appello lanciato da Legambiente nel corso del convegno di Ecomondo.

Nella giornata conclusiva di Ecomondo presentazione, nello stand di Utilitalia, delle iniziative della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, che si terrà anche in Italia dal 17 al 25 novembre. Una iniziativa per informare e sensibilizzare i cittadini sugli impatti ambientali connessi alla produzione di rifiuti e sulle soluzioni per ridurli. In Italia la “Settimana” è promossa da un Comitato promotore nazionale composto da: Ministero dell’Ambiente, ANCI, Città metropolitane di Roma e Torino, Regione Sicilia, Utilitalia, Legambiente, AICA, E.R.I.C.A. Soc. Coop. ed Eco dalle Città. A presentare le iniziative, alla Fiera di Rimini, anche Lucia Cuffaro, scrittrice e conduttrice della rubrica ecologica “Chi fa da sé” a Unomattina in Famiglia.

“Questa edizione di Ecomondo ha messo in evidenza in maniera particolare che intorno all’economia circolare c’è un’intersettorialità sempre più forte: si è allungata la filiera, con tanti attori sia a monte che a valle”. Con queste parole il professor Fabio Fava, presidente del comitato tecnico scientifico di Ecomondo, traccia un bilancio della manifestazione di Italian Exhibition Group nella sua giornata conclusiva. “Dentro ad ogni filiera, – continua – c’è più integrazione tra tutti gli attori dell’innovazione, dall’accademia, all’industria, alle istituzioni alla società civile. È un mondo sempre più integrato e dinamico”. Da non dimenticare, poi – conclude Fava –  l’importante presenza delle istituzioni europee ed internazionali, come la Commissione Europea, l’Ocse, l’Unesco”.