Il sì dell’UE al parere di Emiliano su cambiamenti climatici e strategia energetica
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Il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha presentato a Bruxelles il parere sulla strategia che dovrà adottare l’Unione Europea. Il dibattito sul ruolo delle regioni e della UE nella governance multilivello dei cambiamenti climatici e della transizione energetica è giunto allo snodo decisivo 

Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia
Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia

Un Pianeta pulito per tutti: una visione strategica europea a lungo termine per un’economia prospera, moderna, competitiva e senza impatto sul clima”, questo il titolo del parere redatto dal presidente della Regione Puglia sulla Strategia dei cambiamenti climatici dell’Unione europea e approvato dal Comitato Europeo delle Regioni (CdR). 
Lo sforzo per cambiare la visione del Governo italiano e dei Governi europei, affinché venga promossa con politiche coerenti di sostegno e incentivo alla decarbonizzazione delle industrie, è stato presentato ieri a Bruxelles, nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso l’Europarlamento, dal rapporteur designato, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dall’esperto nominato, Barbara Valenzano e dal tavolo tecnico che ha lavorato al parere. Alla conferenza stampa è intervenuto anche l’eurodeputato Andrea Cozzolino, vice-presidente della Commissione Regi e relatore sul Fesr 2021-27.
“Il parere presentato ieri – dichiara Michele Emiliano – ha come principale obiettivo la lotta ai cambiamenti climatici, integrando e armonizzando le strategie ambientali, sociali ed economiche al fine di favorire la transizione dell’UE verso un’economia efficiente e sostenibile, in cui l’ambiente naturale dovrà essere protetto e potenziato, unitamente alla salute e al benessere dei cittadini. La Puglia è in prima linea nella battaglia per la decarbonizzazione delle industrie e per il raggiungimento di modelli economici e produttivi che siano realmente compatibili con l’ambiente e con la salute delle persone. Questo impegno è stato riconosciuto a livello internazionale, ieri si è realizzata una condivisione di questi obiettivi a livello europeo che può davvero rappresentare la base per un reale cambiamento” 
Le azioni che conducono ad un’economia a zero emissioni sono state individuate dall’esperto nominato, Barbara Valenzano, e sono schematizzate nelle seguenti sette componenti strategiche: 

1. utilizzare al massimo i benefici derivanti dall’efficienza energetica, compresi gli edifici a zero emissioni; 
2. diffondere le energie rinnovabili e l’uso dell’energia elettrica per decarbonizzare completamente l’approvvigionamento energetico in Europa; 
3. abbracciare la mobilità pulita, sicura, connessa e sostenibile; 
4. individuare nell’industria europea competitiva e nell’economia circolare i fattori chiave per ridurre le emissioni di gas serra, con particolare riferimento alla riduzione-recupero-riciclo dei rifiuti; 
5. sviluppare un’infrastruttura di rete e interconnessioni adeguate e intelligenti tese alla attuazione dei principi di sostenibilità ambientale; 
6. sfruttare appieno i benefici della bioeconomia e creare indispensabili aree verdi e aree di ristoro ambientale funzionali all’assorbimento della CO2 e promuovere forme di agricoltura a basso impatto emissivo; 
7. far fronte alle emissioni residue di CO2 tramite la cattura e il riutilizzo dell’anidride carbonica e attraverso l’adozione delle Migliori Tecniche Disponibili (BAT – Best Aviable Tecnique) per ciascun settore produttivo, al fine di conseguire l’abbattimento delle emissioni industriali convogliate e diffuse proprie dei processi industriali. 

“Nel contesto globale, dato dall’Accordo di Parigi e dagli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), sottoscritti dall’’UE e dagli Stati membri, il parere esplicita il ruolo che gli enti locali e regionali (LRAs) ritengono di dover e poter avere nell’implementazione della strategia. Inoltre, definisce anche il punto di vista del Comitato Europeo delle Regioni sui principali temi trattati, in continuità con quanto già espresso nei precedenti pareri, tanto dalla Commissione ENVE (Commissione Ambiente, cambiamenti climatici ed energia), quanto dalle altre commissioni competenti sulle tematiche trasversali contenute nella strategia stessa”, aggiunge Barbara Valenzano. 
Tale ragionamento di carattere tecnico – ambientale ha riguardato l’obiettivo principale della tutela della salute umana, costituzionalmente sancita e prioritaria rispetto ad ogni altro bene tutelato, i cui aspetti specifici sono stati curati, in termini di analisi di impatto, dal professor Alessandro Miani e dal dottor Prisco Piscitelli. 
“Le conseguenze sulla salute provocate dai cambiamenti climatici, alla cui base troviamo le attività antropiche e in particolare quelle industriali maggiormente inquinanti, sono catastrofiche e ben documentate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Agenzia Europea per l’Ambiente: 483.000 persone ogni anno muoiono prematuramente per l’emissione di inquinanti atmosferici, che hanno spesso una duplice azione sull’ambiente e sulla salute umana”, sottolinea Alessandro Miani, Presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e Membro del Tavolo Tecnico che ha redatto il parere presentato ieri. “Si tratta di morti premature che nella sola UE hanno un costo annuo stimabile di circa 4mila miliardi di euro (applicando il ‘valore statistico per ogni vita persa’, quantificato in 8 milioni di euro dalla Food and Drug Administration e dall’Agenzia di Protezione Ambientale USA). È necessario lavorare a livello regionale e locale, cominciando a esempio col finanziare un vasto piano di conversione al fotovoltaico di edifici pubblici e privati così come emerge dalle buone pratiche della Covenant of Mayors, in cui, per altro, più del 60% dei comuni aderenti sono italiani”. 
“Una delle idee forti di questo parere, affidato dal CdR alla Regione Puglia, è quella di creare zone franche della conoscenza, cioè aree a bassa tassazione in cui attrarre giovani e aziende che fungano da moltiplicatori dell’innovazione e diversificatori dello sviluppo nel segno della sostenibilità, della compatibilità ambientale e della tutela della salute umana”, conclude Prisco Piscitelli, Epidemiologo ASL di Lecce e Ricercatore ISBEM – sede di Bruxelles. 

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