Grano canadese avariato in porto: Ravenna nega lo scarico alla nave Sumatra
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Per la consolazione degli agricoltori, in questa ultima settimana si sono registrati forti rialzi nel listino prezzi del grano duro, specialmente a Foggia dove s’attesta a 30,27 centesimi il Kg. Ma le navi dei misteri continueranno a vagare nel Mediterraneo?

Roma – L’autorità sanitaria del porto di Ravenna ha negato al bulk carrier Sumatra, battente bandiera portoghese, l’autorizzazione allo sbarco. La notizia è stata data dal Senatore Saverio de Bonis ieri in tarda serata.
Il cargo aveva attraccato l’8 luglio scorso dopo essere stato respinto per motivi sanitari dal porto algerino di Annaba ed aver aver girovagato per oltre un mese nel Merditerraneo; con a bordo 33.500 tonnellate di grano di terza categoria Western amber durum, deteriorato ed ammuffito, proveniente da Vancouver. Secondo quanto riferisce il Senatore de Bonis sembra che attorno a questo carico ci sia ancora l’interessamento di un grande importatore italiano. Con attività di filiera in Emilia-Romagna?
Il 19 luglio scorso Italiaambiente.it aveva scritto: “Grano duro avariato: multinazionali all’assalto dei porti italiani e i prezzi crollano. In Senato la politica fa “melina” ma da noi arrivano bulk carrier e carghi con la pancia ricolma di prodotto ripetutamente rifiutato all’estero; per mesi girano ma alla fine “sbarcano” e ripartono…! Il mistero di Sagittarius e Sumatra”. La denuncia era stata portata in Senato nella question time dell’8 luglio dai senatori De Bonis e De Falco. Con “La risposta del ministro Stefano Patuanelli? Pilatesca, insufficiente, se non risibile…”, avevamo commentato. Ma questa volta a Ravenna le autorità sanitarie hanno agito con fermezza ed in tempi ragionevoli.
Intanto la trebbiatura ha determinato un + 1,5% per il grano duro con 3,9 milioni di tonnellate e + 4% per il tenero con 2,8 tonnellate. Nonostante la forte riduzione degli ettari seminati: quest’anno intorno ai 450mila. Per la consolazione, se non la gioia degli agricoltori italiani, in questa ultima settimana di luglio, il prezzo della migliore produzione nazionale ha avuto forti rialzi: da 24-25 centesimi di giugno agli oltre 30 centesimi/kg. con incremento del 20% ed oltre. Secondo Consorzi Agrari “questa del 2021 è un’annata con una qualità straordinaria, la migliore dell’ultimo decennio…”

a.p.

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