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Colli Berici, la falesia compie 100 anni e diventa modello d’arrampicata
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La striscia

Elena Livia Pennacchioni
Elena Livia Pennacchioni
Vedo il mondo da 1 metro e 60, l'altezza al garrese del mio Attila. Sono l'addetta stampa della biodiversità, romana di nascita e veronese d'adozione, ma con il cuore ha in Umbria. Scrivo di animali, piante e qualche volta di come l'uomo riesce a salvarli!

Duecentoventi vie di arrampicata completamente riqualificate, di cui diciotto dedicate ai bambini e trenta ai principianti, oltre alla realizzazione di nuove soste e protezioni su buona parte delle vie riservate ai più esperti. Questi i numeri dell’opera di riqualificazione che il Club alpino italiano (attraverso la Sezione di Vicenza) ha concluso nel versante sud della falesia di Lumignano (VI), nel cuore dei Colli Berici. L’inaugurazione è in programma domenica 18 febbraio 2024 alle 11 alla chiesetta di San Maiolo a Lumignano di Longare (VI). Nel corso della cerimonia è in programma il taglio del nastro del “Sentiero di Matteo”, il nuovo percorso d’accesso al settore Minetti della falesia dedicato al 35enne socio del Cai Vicenza Matteo Cazzola, travolto ad una valanga a marzo del 2023 durante un’uscita scialpinistica in Norvegia.

Una falesia storica, che quest’anno taglia il traguardo dei 100 anni da quella prima via aperta nel 1924. L’intervento è il primo a essere ultimato in tutta Italia, tra i quindici che hanno fin’ora aderito al programma di valorizzazione delle falesie di arrampicata promosso dal Cai e dalle Guide alpine. L’obiettivo è realizzare in tutto il territorio nazionale dei modelli di riferimento di siti naturali dedicati all’arrampicata su roccia, con itinerari adatti a diverse tipologie di utenti, dai bambini ai principianti, fino ad arrivare ai più esperti.

Lumignano è uno dei centri d’arrampicata sportiva più importanti del Nord Italia, una falesia apprezzata per la bellezza dell’arrampicata e la qualità della roccia, ma anche per la difficoltà e il valore storico di molti itinerari. 

Il “Progetto Cai per la realizzazione e gestione di siti naturali per l’arrampicata” è guidato dalla Commissione nazionale scuole di alpinismo, scialpinismo e arrampicata libera del Cai, in stretta collaborazione con il Collegio nazionale delle Guide alpine italiane. «Quella di Lumignano è la prima falesia nella quale si concretizza un progetto a cui come Cai teniamo molto», afferma il Presidente generale Antonio Montani. «È nelle falesie, infatti, che molti approcciano l’arrampicata in ambiente, una pratica che stiamo promuovendo con molta convinzione in quanto primo passo verso l’alpinismo e la frequentazione delle alte quote».

IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DELLA FALESIA

Una volta ottenuto il nulla osta dell’Ufficio Provinciale che segue l’area Sic “Colli Berici”, all’interno della quale si trova la falesia di Lumignano, il Cai Veneto ha approvato la proposta di riqualificazione della Sezione di Vicenza.
Il Cai Vicenza, in stretta collaborazione con l’Amministrazione comunale di Longare, ha seguito tutte le disposizioni previste dal progetto nazionale: ha registrato cinque contratti di comodato d’uso per la custodia delle pareti con i rispetti proprietari, ha acquisito una dettagliata relazione geologica per verificare il rischio idrogeologico e ha incaricato la guida alpina Dario Segato di provvedere all’attrezzatura degli itinerari, secondo le specifiche previste.
Grazie alla collaborazione di diversi alpinisti e istruttori della Scuola Umberto Conforto, l’intervento ha permesso di realizzare ben più di quanto richiedeva il bando (quindici vie per i bambini, venti vie per i principianti e venti per i progrediti): un totale di duecentoventi vie, di cui diciotto per i bambini, con difficoltà fino al 4c, e trenta per i principianti, con difficoltà fino al 5b. Alla base di ogni itinerario, un’etichetta riporta il nome, la difficoltà e la lunghezza della via. In attesa di specifici interventi, sono stati affissi alcuni cartelli di divieto per impedire l’accesso ad alcune vie per le quali la relazione geologica ha indicato un pericolo di caduta massi.

IL SENTIERO DI MATTEO

Grazie a una raccolta fondi guidata da un’amica di Matteo Cazzola, nei mesi scorsi la Commissione sentieri sezionale e un gruppo di volontari e amici del giovane vicentino hanno realizzato il nuovo sentiero di accesso alla falesia.
Sono stati tracciati i tornanti di un percorso preesistente, il terreno è stato liberato da rovi e arbusti e sono stati recuperati e consolidati i muri di contenimento a secco, sotto la guida dell’architetto Lisa Iannascoli e di esperti artigiani che da tempo collaborano con il Cai Vicenza nella valorizzazione di quest’antica tecnica costruttiva, tutelata dall’Unesco.
L’intervento consente di evitare un salto roccioso presente nel settore Minetti, agevolando, in particolare, l’arrivo del Soccorso Alpino in caso di infortunio in parete.

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