Ad annunciarlo è la Lipu, che gestisce l’area protetta in collaborazione con l’Ente di gestione per i Parchi e la biodiversità – Emilia Occidentale. I tre fenicotteri, che non presentavano la tipica colorazione rosa ma, invece, indossavano una veste bianca e marrone in quanto ancora in giovane età, sono stati fotografati nei giorni scorsi da Raffaella Scaccaglia sia durante la sosta sia nell’atteggiamento tipico che li ha resi noti al grande pubblico: quello della lunga corsa che precede l’involo. “Durante questa lunga rincorsa – spiega Marco Gustin, responsabile Specie e ricerca della Lipu – si notano le lunghissime zampe e il collo altrettanto allungato, e il becco, tipicamente ricurvo verso il basso. Quest’ultimo non serve tanto per afferrare la preda, quanto per filtrare direttamente dall’acqua, grazie a particolari lamelle, quei piccoli microrganismi che costituiscono la parte principale della dieta di questa specie”.

Specie tipicamente mediterranea che predilige le zone umide costiere, il fenicottero (Phoenicopterus roseus) è stato visto a Torrile soltanto nel 1998 con un esemplare, nel 2000 con 2 esemplari, nel 2006 ancora 1 e, appunto, quest’anno 3 esemplari. Amando muoversi e percorrere grandi distanze alla ricerca di cibo negli stagni di acqua salmastra, può succedere che qualche esemplare perda la rotta migratoria e finisca in aree lontane da quelle abitualmente frequentate dalla specie. Da qui l’importanza di mantenere corridoi ecologici e aree umide in salute, anche nelle aree umide interne.

“La presenza nella bassa parmense di questa specie così lontana dai luoghi da lei solitamente frequentati – afferma Gigliola Magliocco, responsabile per la Lipu della Riserva –non è solo emozionante ma ribadisce con forza l’importanza di avere, anche nella pianura padana, luoghi di sosta indispensabili per la sopravvivenza degli uccelli migratori ”.

SCHEDA FENICOTTERO – Alto fino a un metro e mezzo, il fenicottero è presente praticamente in tutto il mondo. Nel Mediterraneo, nidifica in Italia solo dal 1993, quando i primi nidi sono stati avvistati nell’area di Motentargius, in Sardegna. In seguito, riproduzioni tentate – e spesso riuscite – si sono verificate in Toscana, Puglia, nelle Valli di Comacchio, dove gruppi consistenti di questa specie si radunano anche in porzioni della zona umida non lontane da villaggi o aree urbanizzate. Migratore, svernante e – dal 1993 – anche nidificante, il fenicottero si caratterizza per un’elevatissima mobilità. Solo la lettura degli anelli colorati ha permesso di scoprire come molti individui si spostino per ampie porzioni nel bacino del Mediterraneo, da una stagione all’altra, a volte all’interno della stessa stagione. Piumaggio rosa – anche intenso – e stretta dipendenza dagli ambienti umidi con buona disponibilità di cibo (tipicamente alghe e molluschi) caratterizzano questa specie, il cui colore delle penne è dovuto ai carotenoidi, pigmenti organici presenti in molti molluschi, crostacei e insetti acquatici come l’Artemia salina, un minuscolo gamberetto di cui i fenicotteri vanno ghiotti.