Fusione Bayer Monsanto

Dopo il via libera dell’Antitrust Usa, oggi è avvenuta l’acquisizione di Monsanto da parte della tedesca Bayer. La partita si è chiusa al prezzo di 63 miliardi di dollari, incluso il debito dell’acquisita e il marchio Monsanto sarà cancellato. Tanto per non ricordare ai consumatori un’immagine scomoda, ormai macchiata dell’accusa di contribuire a inquinamento e problemi per la salute. E per finanziare l’acquisizione del gruppo americano di Ogm e pesticidi i tedeschi vareranno un aumento di capitale da 6 miliardi di euro.

“Fino a ieri Bayer – si legge in una nota immediata di Slow Food – l’azienda era un colosso chimico farmaceutico tedesco. Da oggi è anche il più grande gruppo mondiale nel campo delle sementi, dei fertilizzanti chimici, degli erbicidi e dei pesticidi. Quest’operazione, costata 66 miliardi di dollari, è la puntata più recente di un processo di concentrazione che ha già visto la fusione tra DuPont e Dow Chemical e l’acquisizione di Syngenta da parte di ChemChina. Ora 3 multinazionali gestiscono più del 60% del mercato delle sementi e il 75% di quello di pesticidi e fertilizzanti. Inoltre, sparisce dal mercato un marchio scomodo, Monsanto, che nell’immaginario collettivo significa Ogm e pesticidi (glifosato) e da molti anni è nel mirino di associazioni ambientaliste e della società civile”.

“È un fatto preoccupante, ma non dobbiamo scoraggiarci – affonda Carlo Petrini, presidente di Slow Food – Assieme a molte altre organizzazioni, faremo di tutto per informare e coinvolgere un numero sempre maggiore di persone e per invertire questo processo di privatizzazione delle sementi. I semi sono vivi, sono un bene comune, che deve essere accessibile a tutti, com’è stato per 10.000 anni di storia dell’agricoltura. Ricordiamoci che i cittadini, con le loro scelte quotidiane, hanno un potere straordinario. Le comunità di Terra Madre continueranno a custodire e selezionare i propri semi, a scambiarli, a coltivarli con cura senza avvelenarli con i pesticidi. A noi tutti il dovere di sostenere il loro lavoro, scegliendo sugli scaffali cibo locale, di stagione, buono, pulito e giusto”.

Slow Food ha dedicato un’area ai semi a Terra Madre Salone del Gusto, a Torino. In particolare, un appuntamento sarà dedicato gli organismi geneticamente modificati.