La presentazione delle "sfide ambientaliste" stamattina a Roma

Non sprechiamo questa campagna elettorale riducendola a un valzer di promesse, dove tutti promettono di abolire qualcosa, e a un dibattito chiuso fatto di scontri tra schieramenti politici. Per rilanciare l’Italia, creare lavoro e rendere la nostra economia più competitiva, servono idee e progetti di sviluppo e futuro che mettano al centro l’ambiente”. È questa la sfida che Legambiente lancia ai candidati politici di tutti gli schieramenti presentando oggi a Roma un pacchetto di sfide e idee green per la prossima legislatura: dalle politiche climatiche ad un piano 5.0 per l’economia circolare, dalla fiscalità green alla rigenerazione urbana al rilancio della cooperazione internazionale. I temi che si propongono di mettere al centro del confronto vedono l’ambiente intrecciarsi con le grandi questioni dell’attualità e del futuro del Paese: il clima, l’economia circolare, la rigenerazione e riqualificazione urbana, ma anche la messa in sicurezza del territorio, la tutela della biodiversità, la mobilità, la lotta all’abusivismo, il Mediterraneo e il ruolo dell’Italia come ponte tra l’Europa e il Mare Nostrum.

Ecco allora le sfide ambientaliste: dall’urgenza di avere finalmente una strategia per la lotta ai cambiamenti climatici, capace di spingere le fonti rinnovabili e di mettere in sicurezza il territorio attraverso progetti di adattamento nei confronti di fenomeni climatici sempre più impattanti, al ridisegnare la fiscalità in chiave ambientale, ridefinendo l’Iva sui prodotti sulla base dei criteri ambientali e sociali, cancellando rendite e privilegi contro l’ambiente, eliminando tutti i sussidi alle fonti fossili e definendo nuove regole di tassazione più trasparenti e chiare per cave, acque minerali, rifiuti. E poi incoraggiare lo sviluppo dell’economia circolare pensando ad un piano di industria 5.0 che aiuti a far decollare su tutto il territorio questo nuovo modello di sviluppo economico. Senza dimenticare che il rilancio del Paese passa anche dalle città attraverso interventi di rigenerazione urbana, riqualificazione del patrimonio edilizio e dello spazio pubblico. Per questo per Legambiente è importante che la prossima legislatura definisca un’agenda per le aree urbane per affrontare problemi e criticità urbane, una road map 2030 per la mobilità sostenibile e la lotta all’inquinamento con l’obiettivo di ridurre il parco circolante delle auto per arrivare ad escludere nel 2030 i motori a combustione interna dalla commercializzazione; estendendo il protocollo anti-inquinamento Governo Regioni, oggi attivo solo in pianura Padana, in tutta Italia e modificando le accise sui carburanti in modo proporzionale al contenuto di CO2 emessa al litro, a parità di gettito per lo Stato.

Il documento “Le sfide ambientaliste per la nuova legislatura” redatto da Legambiente è stato presentato oggi a Roma nel corso di una tavola rotonda introdotta da Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale di Legambiente e da Leonardo Becchetti, dell’Università di Tor Vergata, e moderata da Stefano Ciafani, Direttore generale di Legambiente, alla quale hanno partecipato tra gli altri anche: il ministro delle infrastrutture Graziano Delrio, Rossella Muroni, coordinatrice della campagna elettorale di Liberi e Uguali, Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola, Arturo Diaconale di Forza Italia, Lucio Cavazzoni (LeU), Enrico Borghi (PD), Stefano Vignalori M5s, Luana Zanella dei Verdi, Enzo Di Salvatore (Potere al Popolo), Cristina Avenali Regione Lazio Pd, oltre a tanti rappresentanti di imprese e associazioni (Coldiretti, Kyoto Club, Oxfam, Aiel, Novamont, Ecopneus, Conai, Slow Food, Uisp, #Italianisenzacittadinanza), e alcune amministrazioni locali.