Il mondo venatorio si riorganizza: “Ora sediamo dove prima c’erano solo ambientalisti”
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Elena Livia Pennacchioni
Vedo il mondo da 1 metro e 60, l'altezza al garrese del mio Attila. Sono l'addetta stampa della biodiversità, romana di nascita e veronese d'adozione, ma con il cuore ha in Umbria. Scrivo di animali, piante e qualche volta di come l'uomo riesce a salvarli!

Roma – Sabato scorso si sono riuniti i dirigenti federali della più antica e numerosa associazione venatoria del nostro Paese per l’annuale Assemblea nazionale della Federazione Italiana della Caccia (Federcaccia), che sembra stia attraversando un momento di rinnovamento.
“L’impegno a darsi una sempre maggiore connotazione all’insegna della professionalità – spiega Gianluca Dall’Olio, il presidente – ha portato Federcaccia a essere presente e ascoltata a quei tavoli di lavoro dove una volta sedevano solo i rappresentanti della controparte ambientalista. Abbiamo percorso forse solo pochi centimetri ma lo abbiamo fatto segnando una strada che indica senza possibilità di alternativa la direzione da tenere per il futuro”.

Parole che vanno prese per quello che sono: il mondo venatorio non ci sta a passare dalla parte del cattivo e sta mettendo in campo i propri strumenti di riscatto, avanzando le proprie proposte anche in ambito legislativo. “Ne esce il ritratto di una Federazione viva, attiva e impegnata – prosegue Dall’Olio – da sola o con altri portatori di interessi, su più fronti a tutela dei propri iscritti e dei cacciatori in generale. Dai necessari correttivi ai Dgls per il recepimento della cosiddetta Direttiva armi (la partecipazione a una audizione su questo tema è fissata per questa settimana) a un incontro con la sottosegretaria Gava del ministero dell’Ambiente, alla richiesta di un confronto con il ministro delle Politiche agricole Centinaio per richiamare lui e il suo Dicastero alle responsabilità previste dalla 157/92 e al rispetto delle deleghe che questa gli affida, sempre disattese negli ultimi anni da tutti i ministri dell’agricoltura succedutisi. Un cenno è stato dedicato alla lettera del ministero dell’Ambiente che invita le Regioni a non concedere la pre-apertura alla tortora; una vicenda dettagliatamente spiegata dal dottor Sorrenti nel suo intervento a margine dell’assemblea, che il presidente ha ripreso per sottolineare l’immediata attivazione di Federcaccia e, trattandosi di una questione di respiro europeo, l’importanza di un sempre maggior ruolo presso Face Europa e attraverso questa presso la Commissione ambiente”.

Poi, considerando che tra poco meno di un anno verrà eletto il prossimo presidente, Dall’Olio ha chiuso il suo intervento con un “forte e sentito richiamo a non perdere di vista il tema dell’unità della rappresentanza del mondo venatorio, necessità prioritaria e per lui irrinunciabile per Federcaccia e per la caccia italiana e che ha guidato molte delle iniziative soprattutto della seconda parte del suo mandato. Oltre a questo la Federazione si dovrà occupare professionalmente di caccia, una guida che ha accompagnato il lavoro di questi due cicli e che dovrà accompagnare necessariamente anche i prossimi”.
Segno che il mondo venatorio si sta riorganizzando.

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