Sistema Nazionale Protezione Ambientale: c’è la legge 132/2016 ma mancano i decreti attuativi

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Roma – Al recente incontro Stato-Regioni del 12 luglio massimo accordo fra tutte le parti in causa: “per l’attuazione della legge 132/2016 che istituisce il Sistema Nazionale Protezione Ambientale (Snpa) occorre la formazione di un “tavolo trilaterale con il Ministero dell’Ambiente, Conferenza Stato Regioni e lo stesso SNPA, per raggiungere l’obiettivo comune della massima efficienza per il monitoraggio e la tutela dell’ambiente”. Ma la complessità delle competenze e l’importanza delle materie cui la legge si rivolge crea la necessità di risolvere non pochi problemi, specialmente in alcuni decreti istitutivi.

Durante i lavori della Conferenza ne ha parlato con dovizia di particolari Luca Marchesi, Vicepresidente Snpa e Direttore generale di Arpa Friuli-Venenzia Giulia. “Il presidente Stefano Laporta ha appena illustrato molto bene la natura del Snpa e le principali caratteristiche del nostro Sistema, in termine di funzioni e di dimensioni. Io aggiungo, in qualità di vicepresidente, eletto in rappresentanza delle componenti regionali, alcuni elementi specifici che mi sembrano di particolare interesse per la Conferenza.” Poi Luca Marchesi ha proseguito: “La premessa generale a quello che dirò, dal punto di vista degli interessi e delle competenze delle Regioni, è che la legge 132/2016 istituisce il SNPA come “Sistema a Rete”, ovvero mettendo a sistema soggetti esistenti (ISPRA, le ARPA e le APPA) ed introducendo nell’ordinamento una serie di più forti meccanismi di raccordo a livello nazionale tra le ARPA/APPA, nonché facendo derivare i programmi di attività delle Agenzie in via prioritaria da indicazioni centrali, attraverso lo strumento dei LEPTA (Livelli Essenziali delle Prestazioni Tecniche Ambientali); e ciò pur senza modificare il sistema di finanziamento delle Agenzie in carico alle Regioni né la loro natura di Enti regionali. È evidente che per rendere efficace tutto ciò è necessario sviluppare una visione forte e condivisa tra le Regioni, anche e specialmente per quanto riguarda l’allocazione delle risorse. Da ultimo, ricordo che la legge 132/2016 introduce all’art. 13 anche un “parere vincolante del SNPA sugli atti tecnici del Governo in materia ambientale“, parere che può rappresentare per le Regioni un’ulteriore possibilità che si palesino allo Stato problemi e necessità del territorio, per certi versi con efficacia anche superiore a quanto consentono i percorsi di confronto esistenti o le “intese” da ricercare in Conferenza Stato Regioni. Insomma, siamo di fronte a una grande opportunità: quella di costruire in Italia un sistema tecnico-scientifico “federato” di Autorità ambientali terze ed indipendenti, rafforzando il ruolo delle Regioni e delle loro Agenzie anche nella produzione normativa tecnica. Per cogliere questa opportunità serve un lavoro accurato ed intenso, cui siamo tutti chiamati è necessario un immediato avvio dei tavoli di lavoro trilaterali Stato/Regioni/SNPA; è necessaria una lettura uniforme e condivisa, da parte delle Regioni, della manovra finanziaria dello Stato per il 2018. È infine necessario valutare l’opportunità di procedere in maniera il più possibile condivisa al recepimento, negli ordinamenti regionali, dei principi della L 132/2016, attraverso la revisione delle leggi regionali istitutive delle ARPA, revisione che è prevista dalla stessa legge 132. Ad oggi, solo poche Regioni italiane hanno proceduto ad attuare in maniera organica.”


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