Intervista al prof. Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale. “SIMA è nata con l’obiettivo di semplificare il knowledge transfer tra il mondo della scienza e quello della popolazione: solo così si può informare correttamente i soggetti esposti agli inquinanti ambientali e dare loro gli strumenti, anche culturali, ma scientificamente validati, per proteggersi e avere una migliore qualità e aspettativa di vita”.

– Binomio ambiente-salute, due aspetti del nostro vivere quotidiano sempre più legati a doppio filo. Prof. Miani, qual è il loro punto d’incontro?

Prof. Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale
Prof. Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale

L’ambiente è lo spazio che ci circonda, esso è dunque fatto di aria, acqua, terra ma anche di spazi antropizzati e di artefatti creati dall’uomo, come case, industrie, infrastrutture, edifici di culto, monumenti, opere d’arte e oggetti di ogni tipo. Ma ambiente è anche ciò che occupa gli spazi vuoti all’interno del nostro organismo: pensiamo alla cavità buccale, all’esofago, allo stomaco e all’intestino, così come alla trachea, ai bronchi e ai polmoni. In quest’ottica, ambiente è quindi da considerarsi anche il cibo che mangiamo, l’acqua che beviamo o l’aria che respiriamo. Spesso, quando si parla di ambiente, si crea un immediato collegamento emotivo con il concetto di natura, di biodiversità, di fauna selvatica, ma anche di inquinamento atmosferico, di avvelenamento del terreno o di dissesto idrogeologico. Compito della Medicina Ambientale consiste dunque nel preservare la salute umana, evitando che ciò che ci circonda possa divenire “fattore ambientale” determinante di malattia, infortunio e morte prematura. Il punto di contatto dunque potrei definirlo vita, ossia il nostro diritto ad avere una aspettativa di vita sana in cui le determinanti ambientali di malattia, generati dall’attività umana sul Pianeta, non debbano essere l’asticella che dobbiamo superare, soprattutto in giovanissima età, per ottenere ciò che sarebbe nostro di diritto e che vorremmo lasciare alle generazioni successive.

– In che modo se ne fa carico la Società Italiana di Medicina Ambientale?

Si dice che semplificare è difficile. SIMA è nata con l’obiettivo di semplificare il knowledge transfer tra il mondo della scienza e quello della popolazione. Solo così si può informare correttamente i soggetti esposti agli inquinanti ambientali e dare loro gli strumenti, anche culturali, ma scientificamente validati, per proteggersi e avere una migliore qualità e aspettativa di vita. Certo SIMA non si ferma alla mera comunicazione. Quanto sta nella nostra mission è di mettere la migliore scienza internazionale al centro del binomio ambiente – salute, affinché tutti, nessuno escluso (politica, cittadini, decisori, aziende, ecc.) non possano più sottrarsi alle rispettive responsabilità. Responsabilità che attraversano trasversalmente ogni atto, anche quotidiano, di ognuno di noi, dalle azioni più piccole, come fare la spesa a quelle più grandi, come indicare le politiche strategiche industriali del Paese.

– Aria, acqua, terra. L’inquinamento pervade ogni spazio dell’ambiente e arriva addirittura fin dentro le nostre case. Che strumenti abbiamo per combatterlo?

Le nostre case, come tutti gli ambienti confinanti (indoor) sono i luoghi in cui siamo più esposti al rischio degli inquinanti areo-dispersi, perché gli inquinanti esterni qui si accumulano e vi sono poi quelli che produciamo noi con la nostra presenza in casa, a scuola, in ufficio, auto, treno, come la CO2, i COV, IPA, oltre a spore e batteri. Il “vantaggio” di un ambiente “chiuso” è che possiamo, più facilmente che non nell’outdoor, monitorare gli inquinanti e mitigarne la loro pericolosità per la nostra salute. L’importante è dotarsi di device e sistemi che siano validati scientificamente da Enti terzi pubblici, al fine di avere certezza che quanto indicato dai produttori in pubblicità o sul packaging sia esattamente corrispondente alla reale capacità del dispositivo di abbattere gli inquinanti o di monitorarli. SIMA persegue da tempo questa linea, mettendosi anche a disposizione di Aziende che su base volontaria (ci auguriamo possa divenire obbligatorio per legge il farlo) vogliono sottoporre a validazione scientifica i loro prodotti. Questo punto ci sta molto a cuore perché da un lato tutela il consumatore da incauti acquisti e dall’altro questi dispositivi sono realmente, ad oggi, gli unici strumenti di cui possiamo dotarci per ridurre l’esposizione indoor agli inquinanti ambientali. Oltre a questo vi sono poi consigli e linee guida scientifiche che SIMA sta riassumendo, semplificate, in decaloghi ad uso di tutti, consultabili sul nostro mini sito www.prevenzione.life .

– E infatti nel Comitato Scientifico di Sima ci sono 8 Rettori, segno che la ricerca scientifica è una vostra priorità.

Per una Società Scientifica la ricerca è già di base al primo posto ma trattandosi di Medicina Ambientale, ovverosia di un approccio multidisciplinare, abbiamo voluto avere un Comitato Scientifico espressione delle migliori competenze e rappresentativo dei principali Atenei italiani con cui collaboriamo.
Oltre agli 8 Rettori in carica, presenti nel nostro Comitato Scientifico, abbiamo anche 2 ex Rettori e alcuni tra i più prolifici ed autorevoli scienziati italiani negli ambiti di cui la Medicina Ambientale si occupa. Presidente del nostro Comitato Scientifico, dal 2018, è il Prof. Ernesto Burgio, pediatra, epigenetista di fama mondiale e ricercatore dell’ECERI – European Cancer and Environment Research Institute di Bruxelles. Infine, sempre dall’anno scorso è con noi anche il Dott. Prisco Piscitelli, epidemiologo dell’ISBEM – Biomedical Research Center con Sedi a Brindisi e Bruxelles, anche con la responsabilità di Coordinatore SIMA per la Regione Campania.
Oggi SIMA può contare su stabili collaborazioni con le Università: Statale di Milano, Milano Bicocca, Siena, Roma La Sapienza, Roma “Tor Vergata”, Bari Aldo Moro, Salento, Napoli Luigi Vanvitelli, Napoli Federico II e con le principali Istituzioni ed Enti italiani ed europei: Ministero della Salute, Ministero dell’Ambiente, Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Regione Puglia, Regione Lombardia, IRSA CNR, ARPA Puglia, WWF Italia, LILT, Ue, OMS e con le community scientifiche internazionali di The Lancet e di IJERPH.
Ad oggi gli unici strumenti validi per ridurre l’esposizione umana ed animale agli inquinanti ambientali è fare prevenzione pre-primaria, ossia informare la popolazione del problema e fornirle le linee guida per una corretta prevenzione primaria, soprattutto rivolta all’età pediatrica e adolescenziale in cui è in corso una vera e propria emergenza che ha portato il cancro ad essere la prima causa di morte tra i bambini (1/500-600) e i disturbi del neurosviluppo, come l’autismo (1/70 ca.) ad essere oggi una epidemia. A questo, la ricerca scientifica, la sensibilizzazione proattiva nei confronti delle Istituzioni, degli Enti e del Legislatore, e l’affiancamento al mondo produttivo con azioni di R&D e validazioni scientifiche di prodotti, processi, filiere, ecc., sono le leve che SIMA, sin dalla sua nascita, mette in campo per il bene comune. Un modello il nostro che ha suscitato interesse ed apprezzamento anche fuori dai confini nazionali e che ritengo presto ci porterà ad aprire nuove Sedi in Europa e negli Usa.

– Tutti temi d’interesse per l’opinione pubblica. Vale anche per il legislatore?

Il Legislatore oggi è più sensibile a questi temi che non in passato, ma ancora gli interessi delle grandi lobby rallentano il processo di cambiamento. Cambiamento che è inevitabile e di cui riteniamo l’Italia possa divenire “portabandiera” a livello internazionale, perché ne ha le competenze ed i talenti. A nostro giudizio questa è e sarebbe una opportunità importante anche per valorizzare il Made in Italy che oggi è sempre più minacciato, in molti settori, a partire dall’agroalimentare italiano, dall’Italian Sound. Perché i principali “farmaci” che possiamo utilizzare per fare prevenzione primaria in questo campo, sono l’adottare stili di vita sani, alimentarsi con prodotti non contaminati dagli inquinanti ambientali, utilizzare device e sistemi, validati scientificamente da Enti terzi pubblici, per la purificazione dell’aria, soprattutto indoor, dove trascorriamo circa il 90% della nostra vita, e per il monitoraggio degli inquinanti aero-dispersi, in grado di “avvisarci” quando le soglie sono superate, oltre a seguire i consigli degli esperti (ISS, IRSA, ARPA, Ministeri competenti, OMS) ed i nostri, consultabili sul nostro mini sito www.prevenzione.life perché la prevenzione, ribadisco, passa più che mai attraverso la conoscenza del pericolo.

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