Dal rapporto di Greenpeace emerge che nel periodo 1990-2015 sono stati distrutti oltre 24mila ha. di foresta a causa dell'espansione dell'industria, in special modo di quella dell'olio di palma.

L’Indonesia perde 24 mln di ettari di foresta: li guadagna l’olio di palma

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Roma – Quattromila mila ettari di foresta pluviale in Papua, Indonesia – un’area equivalente alla metà della città di Parigi – distrutti fra il maggio 2015 e l’aprile 2017 per produrre olio di palma. Lo rivela una nuova indagine di Greenpeace insieme ad alcune immagini scioccanti girate dall’organizzazione, che ora accusa un’azienda produttrice di olio di palma dalla quale si riforniscono marchi come Mars, Nestlé, PepsiCo e Unilever.

“Secondo i dati del Ministero dell’Ambiente indonesiano, tra il 1990 e il 2015 l’Indonesia ha perso circa 24 milioni di ettari di foresta tropicale: più di ogni altro paese al mondo. Dopo aver distrutto gran parte delle foreste pluviali di Sumatra e Kalimantan, l’industria dell’olio di palma sta ora avanzando verso nuove frontiere vergini, come Papua”, commenta Martina Borghi, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia. “Se il governo indonesiano ha intenzione di continuare a difendere l’industria dell’olio di palma, dovrebbe prima assicurare che vengano adottate e rispettate politiche volte a fermare la deforestazione, il drenaggio delle torbiere e lo sfruttamento dei lavoratori e delle le comunità locali” prosegue Borghi.

Alcune delle foto e dei video prodotti fra il marzo e l’aprile 2018, testimoniano la massiva deforestazione in corso nella PT Megakarya Jaya Raya, una concessione di olio di palma controllata dalla Hayel Saeed Anam Group (HSA). La concessione include alcune aree protette dal governo indonesiano in risposta ai devastanti incendi che hanno colpito le foreste nel 2015: in queste zone è proibito lo sviluppo commerciale.

 


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