Solstizio d’estate, termina la quarta primavera più calda sul Pianeta
S

I più letti

Divieto di asporto dopo le 18: 7mila enoteche sopraffatte dalla grande distribuzione

“La chiusura anticipata alle 18,00 discrimina ingiustamente le oltre 7mila enoteche presenti in Italia nei confronti di negozi alimentari...

Suber, la linea di design che dà una seconda vita ai tappi di sughero

Nasce “Suber" è la prima linea di oggetti di design realizzati interamente in Italia, con il sughero recuperato dal...

Si sta come d’inverno sugli alberi in città i parrocchetti alieni

Spesso ho parlato delle specie non indigene, note anche come aliene, cioè quei taxa animali o vegetali che si...

Arriva l’estate dopo una primavera che si è classificata come la quarta più calda di sempre sul pianeta a livello climatologico facendo registrare una temperatura media sulla superficie della terra e degli oceani, addirittura superiore di 0,77 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo. È quanto emerge dalle elaborazioni Coldiretti sulla base della banca dati Noaa, il National Climatic Data Centre che rileva i dati dal 1880. Si tratta – sottolinea la Coldiretti – di una conferma della tendenza al cambiamento climatico che si avverte anche in Italia dove la primavera 2018 è stata la quarta più bollente dal 1800 secondo Isac Cnr che ha rilevato peraltro la caduta del 21% di precipitazioni in piu’, rispetto alla media del periodo storico. L’andamento anomalo di quest’anno si è manifestato – continua la Coldiretti – con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo. Le precipitazioni primaverili sono importanti per ristabilire le scorte idriche necessarie per l’estate, ma l’acqua – precisa la Coldiretti – per poter essere assorbita dal terreno deve cadere in modo continuo e non violento. La primavera è stata invece sconvolta da nubifragi, bombe d’acqua, grandinate, trombe d’aria e violenti temporali che hanno colpito a macchia di leopardo la Penisola, con danni per oltre mezzo miliardo all’agricoltura dall’inizio dell’anno secondo le stime della Coldiretti. La grandine è l’evento piu’ temuto dagli agricoltori in questa fase stagionale per i danni irreversibili che provoca alle colture rovinando un intero anno di lavoro mentre gli acquazzoni aggravano i danni con smottamenti, frane ed esondazioni su un territorio più fragile dove – riferisce la Coldiretti – sono 7145 i comuni complessivamente a rischio frane e alluvioni, l’88,3% del totale. Un risultato provocato da un modello di sviluppo sbagliato che negli ultimi 25 anni – conclude la Coldiretti – ha ridotto a meno di 13 milioni di ettari le aree agricole a vantaggio dell’abbandono e della cementificazione.

Le ultime

Era lì da 700 anni, poi è arrivata la fibra ottica: storia della distruzione di un’antica strada all’Elba

I  Rimercojo (o Rimercoi), nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e nel Comune di Marciana, oggi parte del sentiero 180,...

Forse ti può interessare anche

Ricevi il notiziario ogni mattina nella tua casella di posta. La tua biodiversità quotidiana!

Italiaambiente24: un luogo, la sintesi. Dal lunedì al venerdì.

Grazie per esserti iscritto a Italiaambiente24!

A partire dalla prima edizione utile, riceverai il notiziario nella casella di posta che hai indicato.