Bocconi avvelenati, rinnovata l’ordinanza di divieto: “Ora diventi legge”
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La striscia disallineata

Il 13 luglio scorso sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il rinnovo dell’Ordinanza contingibile e urgente “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”, emanata per la prima volta nel 2009 e prorogata ben 7 volte.
“L’Ordinanza è uno strumento decisamente utile per prevenire e contrastare questa pratica illegale diffusa in tutto il Paese – si legge in una nota di Ilaria Innocenti, Responsabile LAV Animali Familiari – e
negli anni ha reso possibile una sensibilizzazione sul fenomeno. Tuttavia, le uccisioni di animali mediante l’utilizzo di esche o bocconi avvelenati sono ancora frequenti ogni regione d’Italia, il costo in termini di vite animali è altissimo, basti pensare alla strage di cani avvenuta lo scorso febbraio a Sciacca dove almeno 40 cani sono deceduti per aver ingerito bocconi avvelenati contenenti un potente pesticida. Per questo motivo chiediamo con forza al nuovo Governo e al nuovo Parlamento l’approvazione di una Legge che ne rafforzi i contenuti e che stabilisca sanzioni penali e amministrative per i trasgressori, come quella presentata da LAV. Reiterare l’Ordinanza e introdurre misure per renderla più efficace è un atto dovuto, ma per svolgere una più concreta azione di prevenzione e contrasto degli avvelenamenti occorre una legge nazionale.
Già alcune regioni italiane, come Toscana, Umbria e Puglia si sono dotate di leggi ad hoc per prevenire e contrastare un fenomeno dalle conseguenze letali per gli animali e fonte di rischio per la salute pubblica: “per incidere significativamente sugli avvelenatori e per prevenire la morte di animali domestici e selvatici è necessario seguirne l’esempio a livello nazionale”, conclude Innocenti.

 

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