Laganà, un animalista in CdA Rai: “Una parte dello stipendio alle associazioni di tutela”
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“Riccardo Laganà, candidato di IndigneRai, è stato eletto con 1916 voti nel consiglio d’amministrazione della Rai. Arriva nella nuova governance della tv pubblica un sincero amico degli animalisti”. Così in una nota Riccardo Manca, vice-Presidente della onlus Animalisti Italiani, che plaudono all’elezione di Laganà: il neoletto si aggiunge ai quattro consiglieri già scelti dal Parlamento e per la prima volta, risulta espressione dei dipendenti Rai. Quarantatre anni, in Rai dal 1996 e attualmente mixer video degli studi tv di Roma, effettivamente il neoeletto si è sempre distinto per una lotta serrata contro lo sfruttamento animale. E’ di fatti il delegato a Roma e coordinatore del Comitato “Uniti per loro”, composto da Andrea Cisternino, Elisabetta Strano, Leonardo Rania e Davide Celli Soldato Daniza. “Riccardo ci tiene a far sapere – si legge in un post del Comitato – che darà una parte dello stipendio da consigliere alle associazioni che se ne occupano. Invita anche gli altri consiglieri a fare altrettanto: sarebbe un segnale utile a ricostruire l’immagine abbastanza deteriorata dell’azienda”.

Poi prosegue Manca, degli Animalisti Italiani: “Conosco Riccardo Laganà da anni ed è una persona di una sensibilità fuori dal comune. Ora ha l’arduo compito di vigilare con maggiore severità su quei messaggi pubblicitari che camuffano lo sfruttamento di animali come normalità. La televisione di Stato ha una grande responsabilità nel far progredire la cultura del rispetto verso la natura e nei confronti della sua biodiversità con metodi di istruzione più rapidi, immediati e accessibili e soprattutto con la garanzia della pluralità dell’informazione, diritto sancito costituzionalmente. Servono nuovi programmi come strumento efficace di comprensione del mondo in modo realmente educativo. La tutela degli animali dovrebbe essere un obbligo e non uno spettacolo o, peggio, una spettacolarizzazione, altrimenti gli ultimi tra gli ultimi continueranno ad essere una fonte di audience ed i loro diritti resteranno vergognosamente calpestati”.

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