Incendio a Roma, l’aria è inquinata: diossine e PM10 oltre i limiti di legge
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L’incendio del TMB salario avvenuto all’alba dello scorso 10 dicembre ha lasciato le sue tracce nell’aria già inquinata della capitale, aggravando così la situazione dell’inquinamento atmosferico. Infatti le numerose centraline di monitoraggio della qualità dell’aria presenti in zone limitrofe a quelle dell’incendio, hanno registrato la presenza di microinquinanti in particolare diossine e PM10 superiori ai limiti previsti dalla legge. Su questo argomento importante per la salute dei cittadini sono intervenuti  Matteo Badiali ed Elena Grandi, co-portavoce dei Verdi che hanno dichiarato: “Come purtroppo volevasi dimostrare, a causa dell’incendio di lunedì  a Roma sono stati sforati i limiti dei valori di micro-inquinanti nell’aria: ad esempio il particolato PM10 è arrivato oltre 6 punti in più rispetto ai limiti previsti dalla legge, secondo i dati ARPA. E’ necessario che il Governo attui immediatamente delle contromisure efficaci per evitare che si verifichino roghi tossici come quello del Tmb Salario che costano la salute ai cittadini. ”

“È un grave problema – proseguono – che minaccia la salute di chi abita in città come Roma: già avvolti dalla morsa dello smog, ora devono affrontare anche le conseguenze di un evento inquinante di questa entità. Trattandosi di una problematica che coinvolge l’intero territorio nazionale si deve intervenire subito. Un primo passo da fare è quello di fissare l’obbligo di termocamere per la sorveglianza, sistemi antincendio all’avanguardia ed in alcune aree servizi di sorveglianza specializzati e presidi militari. Ma è necessario anche avviare una stretta sulle discariche abusive e un monitoraggio certo. Noi mettiamo la nostra mappa dei roghi in Italia (381 dal maggio 2017) a disposizione delle autorità: http://bit.ly/verdi_mappa_rifiuti

“Allo stesso tempo- concludono Grandi e Badiali – però non si può pensare che questo sia sufficiente. Se ci sono misure attuabili in pochi mesi, occorre che parallelamente venga cambiata la strategia di gestione dei rifiuti: è il momento di pensare ad una transizione ecologica che punti in direzione dell’economia circolare e le 4 R di Riduzione, Raccolta differenziata, Riciclo e Riuso, come già avviene in molti paesi europei”.

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