“Nel mese di maggio si concentrano i parti di almeno quattro mammiferi: il camoscio appenninico, il lupo, il cervo e il capriolo”, fanno sapere dal Parco Mazionale dei Monti Sibillini.

“Può quindi capitare, agli escursionisti più fortunati, di imbattersi nei piccoli di alcuni ungulati selvatici, soprattutto di capriolo. I loro piccoli, come per altre specie di ungulati selvatici, nei primissimi giorni di vita vengono lasciati soli, adagiati e nascosti nella vegetazione, in attesa che le madri li raggiungano, a cadenze regolari, per l’allattamento. Il comportamento della madre, che a noi può sembrare incomprensibile è in realtà un adattamento, premiato dalla Natura, alla presenza di predatori. Se le femmine dopo il parto rimanessero costantemente vicino ai piccoli finirebbero con l’attirare i predatori mettendo in serio pericolo i nuovi nati”.

E da qui parte l’appello: “Si raccomanda quindi di non toccare, non accarezzare e non raccogliere i piccoli di questi animali; anche una sola carezza trasferirebbe su di loro odori che le loro madri potrebbero percepire come una minaccia, ponendo il piccolo nella effettiva possibilità che venga abbandonato. Stessa raccomandazione vale per chi dovesse rinvenire pulli di rapaci o di altri uccelli: accertato che non siano feriti o che non si trovino in evidente stato di difficoltà, il gesto più rispettoso che possiamo avere nei loro confronti è il lasciarli dove si trovano”.

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