Commercio dell’avorio, l’Ue apre la consultazione: le associazioni si appellano ai cittadini per fermare il bracconaggio sugli elefanti
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“Non perdete l’occasione di dire “basta” alla commercializzazione dell’avorio e all’uccisione degli elefanti”. E’ l’appello ai cittadini italiani lanciato dalla Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente presidente l’on. Michela Vittoria Brambilla, dalla cooperativa sociale Eliante e dalla startup Green Impact in occasione della consultazione pubblica avviata dall’Unione europea il 28 gennaio, e aperta fino al 25 febbraio, sul progetto di regolamento “Commercio di specie selvatiche – Allineamento delle norme Ue alle ultime decisioni adottate nell’ambito della convenzione CITES e modifiche delle norme Ue sul commercio dell’avorio”.

“Il progetto – spiegano i firmatari della nota – introduce restrizioni limitate, sul commercio dei manufatti antichi e sugli strumenti musicali, ma non chiude lo spazio europeo al vergognoso traffico delle zanne che, passando per il nostro continente, arriva nei paesi del sud-est asiatico per lavorare l’avorio. Stati Uniti, Cina, Singapore, Israele e molti altri Stati hanno già approvato norme nazionali di proibizione stringente al commercio dell’avorio. Invece l’Ue, dopo quattro anni di negoziato, non ne ha ancora adottata una. Ogni anno 20 mila elefanti vengono uccisi in Africa per le loro zanne di avorio. Noi non vogliamo essere complici. E pensiamo che non lo vogliano neanche gli italiani”.

Dire la propria è semplice: basta connettersi al link https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/12866-Wildlife-trade-alignment-of-EU-rules-with-recent-decisions-taken-under-the-CITES-convention-and-changes-to-EU-ivory-trade-rules/addFeedback?p_id=19407127, registrarsi e scrivere nel riquadro della consultazione: “Ci aspettiamo subito una normativa europea che metta fine al commercio di avorio senza eccezioni, abbiamo il dovere di proteggere gli elefanti”. “Unisciti a noi – conclude la nota – dedica agli elefanti due minuti del tuo tempo. Ricordati di farlo entro il 25 febbraio”.

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