I gelada sanno disegnare: lo studio italiano annunciato al Parco Natura Viva
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La striscia

Non basta più parlare di conservazione della biodiversità. La comunità scientifica che si occupa di specie animali a rischio estinzione adesso discute di “biolibertà”. E lo fa pubblicando un “video-paper”, ovvero un articolo scientifico basato su evidenze video mai documentate prima. Lo studio italiano che sta per essere pubblicato stabilisce per la prima volta che i gelada, meglio conosciuti come “scimmie dal cuore sanguinante”, sanno disegnare. Ma che non si tratta di un comportamento osservato in natura, bensì manifestato in esemplari nati e ospitati in un parco zoologico. “Bioliberi” dunque di esprimere un repertorio comportamentale in alcune condizioni invece che in altre. L’annuncio della prima pubblicazione imminente su questa specie arriva durante la prima giornata del 12° Convegno Nazionale della Ricerca nei Parchi, in corso al Parco Natura Viva di Bussolengo. Dove fino a domenica 9 ottobre si riuniranno biologi, veterinari, etologi ed esperti da più di dieci università italiane e straniere. E dove tutto ruota intorno alle ultime scoperte del regno animale.

La prof.ssa Elisabetta Palagi durante il suo intervento al 12° Convegno della Ricerca nei Parchi


A riscrivere le regole con cui si studia il comportamento delle specie a rischio estinzione è la primatologa Elisabetta Palagi, professoressa del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, prima autrice dell’articolo scientifico in uscita. “Che gli scimpanzé sappiano disegnare – spiega la professoressa dell’ateneo pisano – è cosa nota. Alcuni loro disegni sono stati addirittura venduti. Ma qui la differenza sta nel fatto che agli animali non sono stati messi a disposizione pennarelli o pastelli colorati”. Accadde infatti allo zoo di Rheine che fossero lasciati nell’enclosure dei gelada, primati non proprio “vicini” all’uomo come gli scimpanzé, alcuni materiali edili di scarto. “Ci siamo accorti – prosegue Palagi – che gli esemplari li scegliessero in base alla consistenza e al colore, utilizzandoli per produrre segni sulle rocce in alcuni punti preferiti”. E la costante era che li utilizzassero in zone molto solide, verticali od orizzontali. Pitture rupestri in piena regola, anche se “non si può dire ancora – ammonisce la primatologa – che il loro fosse un comportamento consapevole. Di certo c’è però che integrare l’osservazione in un parco zoologico con quella in natura, ci permette di capire le potenzialità di ciascun individuo. E quindi di proteggerlo con maggiore efficacia”.
Gli unici gelada a vivere in Italia, abitano al Parco Natura Viva. E sono primati unici nel loro genere, strettamente erbivori, originari di un’unica zona dell’Africa che ancora li vede sopravvivere: gli altopiani etiopi, dove si riuniscono in comunità che superano anche mille individui. Conoscere meglio le loro attitudini e le capacità che sanno sviluppare, significa proteggerli in maniera più efficace.

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Rubrica Lavoro del 26 settembre realizzata in collaborazione con Cnr Media

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