Nell’ambito del meeting finale dell’IDEM project (Implementation of the MSFD to the Deep Mediterranean Sea) che si è svolto oggi al Ministero dell’Ambiente, Maria Cristina Pedicchio di Marevivo ha rilanciato la richiesta di rendere il Golfo di Taranto un’area protetta che includa il mare profondo per la salvaguardia dei cetacei e i banchi di coralli profondi a Santa Maria di Leuca perché le ricerche degli scienziati dimostrano che il Golfo è un ambiente unico per biodiversità e collocazione geografica.

«È necessario proteggere quest’area – sostiene Marevivo – dove ha luogo il Bimodal Oscillating System, un enorme vortice che può cambiare senso (da ciclonico ad anticiclonico, e viceversa) determinando il funzionamento degli ecosistemi adriatici e ionici. Questa unicità di condizioni fisiche e chimiche permette che nel Golfo di Taranto vivano popolazioni stanziali di cetacei di medie e grandi dimensioni, ulteriore indice di una grande produttività degli ecosistemi».

Anche il Prof. Roberto Danovaro, Coordinatore del progetto IDEM, Presidente della stazione zoologica Anton Dohrn e Professore dell’Università Politecnica delle Marche, ha sostenuto la richiesta dell’associazione proprio durante il suo intervento conclusivo: «Siamo orgogliosi che l’Italia stia coordinando questo progetto europeo per l’istituzione e le linee guida per il monitoraggio e protezione degli ambienti marini profondi del Mediterraneo. I canyon sottomarini del Mediterraneo contengono una straordinaria biodiversità e devono essere tutelati così come richiesto dagli obblighi internazionali. Scienziati provenienti da 28 Paesi di tutto il mondo stanno chiedendo uno sforzo comune per proteggere gli ambienti profondi. Le prime due proposte presentate sono un santuario dei cetacei nel Golfo di Taranto, ricco di canyon e mammiferi marini, ed il secondo è l’ampliamento delle aeree marine protette, già esistenti, con i canyon e le aree profonde adiacenti. Ad esempio il Regno di Nettuno potrebbe esser ampliato comprendendo il canyon Dohrn e di Cuma che sono ricchi di mammiferi marini e hanno habitat unici dell’intero Mediterraneo profondo».

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