Posidonia oceanica in diminuzione, Ispra: “Progetto per introdurre talee”

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E’ la specie vegetale più diffusa nel Mediterraneo e svolge funzioni vitali per il funzionamento degli ecosistemi. Eppure la presenza della Posidonia oceanica nei nostri mari è in diminuzione, anche a causa di un’inadeguata gestione della fascia costiera.
Il progetto LIFE “SEPOSSO” (Supporting Environmental governance for the Posidonia oceanica sustainable transplanting operations), di cui Ispra è capofila, affronta la complessa questione del trapianto della Posidonia oceanica, nei casi in cui questo viene eseguito per compensare i danni causati dalla costruzione di opere o infrastrutture costiere. Il progetto vede la collaborazione di numerosi stakeholder, con i quali ideare e applicare buone pratiche e strumenti software innovativi, che permettano di aumentare l’efficacia e il controllo dei trapianti.
Si parte dal caso studio di Civitavecchia-Santa Marinella, dove è stato effettuato il primo e più esteso trapianto di Posidonia del Mediterraneo. Nel 2004 sono state installate 300 mila talee di Posidonia su una superficie di mare di circa 10.000 mq compresa tra i comuni di Santa Marinella e Santa Severa. In 13 anni sono andati perduti 2000 mq a causa delle mareggiate, tuttavia, le talee sopravvissute si sono quadruplicate. Un bilancio da considerarsi nel complesso positivo.
Il trapianto è stato effettuato come misura di “compensazione” ai lavori eseguiti da ENEL S.p.a. presso l’area portuale di Civitavecchia, dove i dragaggi prevedevano la rimozione di ampie porzioni di Posidonia oceanica. La normativa italiana prevede che nella Valutazione dell’Impatto Ambientale (VIA) di un’opera o di un’infrastruttura costiera sia compreso il trapianto come misura di compensazione. Questo, tuttavia, è da considerarsi sempre come l’ultimo tentativo di recupero dell’ecosistema degradato e non utilizzato come un mezzo per favorire uno sviluppo indiscriminato della fascia costiera.
La regressione della Posidonia negli ultimi 30 anni è dovuta ai fenomeni naturali (erosione costiera, cambiamenti climatici), alla cattiva gestione della fascia costiera, alle diverse pressioni antropiche: opere portuali, installazione di cavi e condotte sottomarine, costruzione di terminali marittimi al largo delle coste, impianti di rigassificazione ed eolico off-shore.
Dal 28 al 30 giugno i comuni ospitano una serie di iniziative per far conoscere la situazione attuale delle praterie e creare momenti di confronto tra istituzioni, cittadini e imprese.


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