Bracconaggio, “Italia prima nel Mediterraneo ad adottare piano d’azione”
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Costa: “Bracconaggio fenomeno odioso, ci stiamo impegnando per contrastarlo, Italia primo Paese del Mediterraneo ad adottare piano d’azione”

Si apre oggi presso la tenuta presidenziale di Castelporziano il meeting internazionale sul bracconaggio degli uccelli, un fenomeno che interessa particolarmente i Paesi del Mediterraneo. Per affrontare in maniera efficace e congiunta le diverse pratiche illegali di uccisione, prelievo e commercio degli uccelli è stato sviluppato e approvato il Piano d’Azione di Tunisi (2013-220). Il Piano è nato sotto l’egida congiunta della Convenzione di Berna sulla Conservazione della vita selvatica in Europa e della Convenzione di Bonn sulle specie migratrici (CMS – UNEP).
Le due Convenzioni organizzano annualmente un meeting congiunto per affrontare il problema del bracconaggio degli uccelli nella Regione Mediterranea e per valutare i progressi nell’attuazione del Piano d’Azione.

Quest’anno il meeting sarà ospitato dall’Italia dall’8 al 10 maggio 2019 e vedrà la partecipazione dei rappresentanti di 25 paesi europei e dell’area mediterranea, di organismi internazionali ed associazioni non governative. Durante l’incontro si discuterà in via prioritaria del prolungamento del Piano d’azione di Tunisi contro il bracconaggio che ad oggi identifica azioni concrete per ridurre sensibilmente il fenomeno del bracconaggio entro il 2020. 
“Siamo orgogliosi come Italia di ospitare questo evento e grati alla Presidenza della Repubblica per aver messo a disposizione la prestigiosa sede della tenuta di Castelporziano” dichiara Sergio Costa, ministro dell’Ambiente. “Due giorni fa il rapporto sulla biodiversità pubblicato dall’ONU ha lanciato l’allarme sull’enorme perdita di specie a causa dall’impatto umano. Un milione di specie sono a rischio di estinzione, più che in ogni altro momento nella storia umana. Proprio perché siamo consapevoli dei gravi impatti del bracconaggio sulla conservazione della biodiversità, un fenomeno odioso, ci stiamo impegnando per contrastarlo. Come primo Paese nel bacino Mediterraneo, a marzo 2017, l’Italia ha approvato il Piano d’azione Nazionale per il contrasto sugli illeciti contro gli uccelli selvatici. Vogliamo rafforzare sempre più la buona sinergia fra amministrazioni centrale, Regioni, Carabinieri Forestali, ISPRA e portatori di interesse per attuare il piano”.

Il Piano d’azione Nazionale per il contrasto sugli illeciti contro gli uccelli selvatici prevede 32 azioni, ripartite in cinque aree di intervento: contrasto diretto (11), contrasto indiretto (9), prevenzione (5), monitoraggio (5) e cabina di regia (2). Particolare rilevanza assumono l’impegno a un maggiore coordinamento degli interventi, in particolare nei sette black-spot individuati per la particolare concentrazione di atti di bracconaggio, il rafforzamento dei controlli da parte dei Carabinieri Forestali e dei Corpi di Polizia Provinciali, un’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

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