Parco dei Castelli Romani, rifiuti abbandonati: “Un database e una task force per combatterli””
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Già lo scorso agosto il Parco dei Castelli Romani, si era attivato per affrontare la criticità relativa alla raccolta dei rifiuti abbandonati, ed era stato predisposto un protocollo d’intesa con tutte le parti in causa, per lavorare insieme e cercare soluzioni condivise anche a facilitare la burocrazia legata alle segnalazioni. Quest’anno si ripete l’impresa e al cospetto di Città Metropolitana di Roma Capitale e ASTRAL il Parco ha ideato un database sul quale sta lavorando e in cui dovrebbero convergere tutte le segnalazioni che riguardano l’intero territorio, diversificate per tipologia di rifiuto, come gli inerti, gli pneumatici, l’amianto, o la plastica, in modo da rendere più semplice la bonifica dei siti e velocizzare gli interventi. Tale database diventerebbe un punto di riferimento per un comitato tecnico formato dagli addetti delle diverse amministrazioni locali, che avranno la possibilità di organizzare il lavoro di pulizia rapidamente e contando sull’appoggio non solo delle isole ecologiche limitrofe, ma di aziende adibite allo smaltimento o al riciclo dei materiali. Una sorta di task force che lavora per un obiettivo comune.

La questione rifiuti va affrontata insieme – commenta il presidente del Parco dei Castelli Romani, Sandro Caracci – perché, al di là di competenze, vuoti normativi e mancanza di fondi si deve a tutti i costi trovare una soluzione con le Amministrazioni che hanno in carico il problema. Come Parco, oltre a dare supporto attraverso la vigilanza quotidiana sul territorio, puntiamo sulla prevenzione e sull’educazione ambientale, ma soprattutto su una capillare campagna di informazione e comunicazione affinché sempre meno persone trattino i boschi come discariche e cresca nella cittadinanza la consapevolezza che l’ambiente naturale è parte della nostra vita e del nostro benessere”.

Buona prassi per tutti è fare una corretta raccolta differenziata, non lasciare i rifiuti a terra durante passeggiate e gite all’aperto, ricorrere all’isola ecologica del proprio Comune circa i rifiuti da conferire in discarica, tenersi aggiornati sulle giornate che periodicamente vengono predisposte per il recupero di rifiuti particolari (RAEE – Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche). Partecipare dando il proprio contributo ed esempio, alle numerose giornate di pulizia straordinaria che vengono organizzate da enti, associazioni e realtà locali, perché l’unica cosa certa è che per capovolgere la situazione attuale bisogna far capire a chi deturpa il territorio che sono molti di più coloro che si impegnano per salvaguardarlo.

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