Entra in Trentino e viene catturato di nuovo l’orso Papillon (M49): ora è nell’area faunistica Casteller
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Ministro Costa: “Credo che la cattura non sia una soluzione, ma rassicurati dalla provincia: Papillon sta bene”. WWF: “Una sconfitta per tutti”.

“Nella mattinata di ieri sono stato informato dal presidente della provincia di Trento della cattura di Papillon”, nome d’arte dell’orso conosciuto alla scienza come M49. “Dopo 289 giorni di libertà e dopo essere stato avvistato anche in Veneto, era ritornato in Trentino e ieri sera è stato catturato. Ci hanno assicurato che Papillon sta bene, è seguito h24 da un’equipe di tecnici della Provincia. Ho immediatamente allertato l’Ispra, che con i propri esperti sta seguendo l’orso per garantire la massima attenzione in queste ore delicate”.
Così il ministro dell’Ambiente Sergio Costa rassicura sulla cattura di M49 da parte della Provincia Autonoma di Trento, che sostiene di aver proceduto ad un intervento necessario: “nelle scorse settimane – si legge in un comunicato – M49 si era reso protagonista di un lungo spostamento che dal Trentino orientale lo aveva portato nelle sue aree d’origine. Durante tale spostamento l’orso ha effettuato numerose intrusioni in abitazioni, baite, rifugi, malghe ed altri stabili, confermando il comportamento pericoloso per l’uomo già manifestato chiaramente l’anno precedente”. Non dello stesso avviso il Ministro, però: “Lo abbiamo seguito in queste settimane in tutti i suoi spostamenti, lo abbiamo visto sulla neve, mentre giocava, e nei boschi. Sappiamo che si è introdotto in baite vuote e non ha mai attaccato l’uomo. Vogliamo che sia trattato bene, e ci stanno rassicurando su questo. Attualmente si trova nella zona di Casteller, da dove era fuggito, e per gradi sarà inserito nell’area faunistica”.
Dalla provincia fanno infatti sapere che M49 è stato catturato intorno alle 21:30 del 28 aprile dagli uomini del Corpo Forestale del Trentino sui monti sopra e trasportato al Casteller presso la nota struttura a suo tempo realizzata per la gestione degli esemplari problematici. L’animale, del peso di 167 kg ed in buone condizioni fisiche, è stato catturato mediante una trappola tubo; il trasporto è avvenuto seguendo la prassi, ossia con l’animale sveglio e sotto il costante controllo veterinario. Giunto presso l’area del Casteller l’orso è stato immesso nell’area di preambientamento (tana e recinto interno). Questo per consentire un suo inserimento nell’area faunistica per gradi, passando dall’area dove si trova attualmente all’intero recinto, che ospita in questo momento anche un altro esemplare: DJ3, una femmina adulta).
“Mi sto adoperando – conclude il ministro Costa – con tutti i canali possibili, per trovargli una nuova casa. Stiamo sondando parchi europei, contattando Paesi dove questo tipo di orso potrebbe vivere bene e senza rischi, attivando anche i canali diplomatici. L’obiettivo poi è regalare a questo orso, che abbiamo imparato a conoscere e a cui vogliamo bene, la migliore casa possibile”.

LA STORIA DI PAPILLON
L’orso M49, al quale fu dato questo soprannome da Fulco Pratesi presidente Onorario del WWF, era già stato catturato il 15 luglio 2019 e portato nel recinto dell’area faunistica del Casteller, dopo che si era reso responsabile di alcuni danni al comparto zootecnico. Dopo poche ore l’orso era però riuscito a fuggire, scavalcando recinzioni elettrificate e un muro alto quattro metri, “mettendo tra l’altro in evidenza gravi errori e mancanze nella gestione dell’intervento e nelle attività di manutenzione e controllo del recinto”, spiega il WWF. Da allora l’orso aveva vagato per mesi, con spostamenti ampi che lo hanno portato fino al Monte Carega, in Lessinia. M49 aveva fatto ritorno negli ultimi giorni nella zona delle Giudicarie, dove poi è stato catturato di nuovo.
Il WWF Italia ricorda alle autorità trentine che l’orso è una specie protetta sia da Direttive internazionali che da leggi nazionali (Legge 157/92), e che interventi di cattura e captivazione di un individuo devono rispettare alcune fondamentali condizioni di necessità. “La cattura di M49 rappresenta una sconfitta per tutti – spiega l’associazione in una nota – e mette in luce la necessità di investire sempre più energie e risorse economiche nella prevenzione dei danni, per lavorare attivamente per la convivenza con l’uomo e evitare che simili episodi si ripetano in futuro, considerato anche che la popolazione trentina di orsi è in continua espansione spaziale e numerica, come riportato nell’ultimo Report Grandi Carnivori 2019 della PAT”

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