Orso M49, i conservazionisti: “No a visione distorte, basarsi su evidenze scientifiche”
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L’opinione di un gruppo di conservazionisti – tra i quali zoologi, veterinari e gestori faunistici – sulla recente cattura dell’orso M49 sui monti di Trento: “In Italia prevale una narrazione distorta della relazione uomo-animali-ambiente”

“M49, soprannominato dal Ministro Costa “Papillon” – si legge in un post Facebook condiviso sulle bacheche dei firmatari – é un orso simpatico; interpreta bene la figura del fuorilegge romantico. In realtà, M49 è solo un animale come gli altri. Rispetto agli altri orsi ha però evidenziato dei comportamenti dannosi ed eccessivamente confidenti nei confronti dell’uomo e delle sue attività (più di quaranta tentativi di intrusione in rifugi, abitazioni, stalle). Catturato, evade e sfugge a lungo alla cattura girovagando per le montagne. Come può non essere simpatico? Forse è però meno simpatico a chi i danni li ha subiti. È molto semplice dal divano di casa considerare l’orso “intoccabile”; più difficile lo è per un malgaro o per chi vive in ambienti agricoli. Impazzano così le due curve, in un derby tipicamente italiano.

Proviamo allora a mettere in fila alcuni fatti. In Trentino vivono circa 80-90 orsi, grazie ad una lodevole operazione di reintroduzione operata dalla Provincia Autonoma di Trento. Poichè il Trentino non è una zona selvaggia, ma abbastanza antropizzata, la reintroduzione dell’orso deve essere accompagnata dalla gestione della specie, in modo da garantirne la convivenza con l’uomo. M49 é solo uno dei tanti orsi che girano per le montagne, non è la specie Orso bruno. Che è salva proprio grazie alla Provincia Autonoma di Trento e non agli euro raccolti dalle organizzazioni animaliste.

La cattura di M49 non sposta di una virgola la consistenza della specie Orso bruno in Trentino, anzi ne garantisce la convivenza con l’uomo. Mentre il protocollo PACOBACE prevede esplicitamente la rimozione di orsi problematici, in Italia prevale una narrazione distorta della relazione uomo-animali-ambiente, con seri effetti negativi sulla gestione ambientale, sulla conservazione delle specie animali selvatiche, sulla salvaguardia del patrimonio agro-zootecnico, sulla corretta applicazione dei protocolli di sanità e sicurezza pubblica.

Spiace constatare che i massimi vertici della politica ambientale italiana sposino una visione sentimentale del rapporto con gli animali, mentre bisognerebbe basarsi, in modo imprescindibile, sulle evidenze e sul consenso scientifico. La stessa visione che in Italia ostacola la ricerca con enormi restrizioni alla sperimentazione animale, senza la quale non avremmo farmaci e vaccini.
La stessa impostazione ideologica che fa di M49 un eroe invece che un orso problematico, alimentando lo scontro tra governo nazionale ed istituzioni locali, tra interessi rurali e urbani”.

Firmato
Duccio Berzi, Ettore Casanova, Giulia Corsini, Spartaco Gippoliti, Giuliano Milana, Franco Perco, Luigi Spagnolli, Paolo Tosi, Silvano Toso, Ettore Zanon

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