Il video del bambino e dell’orso bruno: “Ecco come comportarsi quando incontriamo la fauna selvatica”
I

La striscia

Green pass, tutti in casa! Draghi nemico dei suoi datori di lavoro

Dal nostro direttore Arrigo D'Armiento Roma, 23 luglio 2021 - Insomma, Draghi ci vuol chiudere in casa senza nominare il...

Consumo di suolo e fotovoltaico, i conti non tornano

Per l’eccessivo consumo del suolo nel 2030 l’Italia dovrà affrontare un costo di 100 miliardi, quasi la metà del...

Assalto alla biodiversità ed al verde del Centro Italia

Intere zone paesaggistiche, agricole e forestali minacciate da richieste ed investimenti anche spregiudicati. Aggravante pericolo terremoto. Roma - Civita di...

I più letti

Luna-parchi, tragedia ecologica

Ospitiamo il commento di Guido Ceccolini, direttore del CERM Centro Rapaci Minacciati di Grosseto, in merito all'imminente inaugurazione del...

Grano canadese avariato in porto: Ravenna nega lo scarico alla nave Sumatra

Per la consolazione degli agricoltori, in questa ultima settimana si sono registrati forti rialzi nel listino prezzi del grano...

Sardegna, incendiati oltre 20mila ettari: “Quota del Pnrr sia destinata alla riforestazione”

Ancora incendi in Sardegna. L'Oristanese brucia da due giorni, la macchina dell'antincendio è impegnata con tutti gli uomini e...
Avatar
Elena Livia Pennacchioni
Vedo il mondo da 1 metro e 60, l'altezza al garrese del mio Attila. Sono l'addetta stampa della biodiversità, romana di nascita e veronese d'adozione, ma con il cuore ha in Umbria. Scrivo di animali, piante e qualche volta di come l'uomo riesce a salvarli!

Sporminore, ai lembi del Parco Naturale dell’Adamello Brenta, sopra i 2mila metri di quota. Loris Calliari gira il video di suo figlio Alessandro mentre si trova ad allontanarsi dalla presenza di un orso bruno che sulle prime lo segue, poi riprende la propria strada scendendo verso valle. “Con calma, piano, non dargli le spalle!” si sente suggerire ad Alessandro che, un passo per volta, cammina verso il padre. “Mamma!” ad un certo punto esclama il ragazzo, mentre dietro di lui l’orso si alza sulle zampe posteriori per capire meglio cosa stia succedendo. Un bell’esemplare imponente, incuriosito ma tutto sommato calmo che dopo altro paio di passi nella direzione di Alessandro, corre a valle. “Che figata!”, si sente alla fine del video che dura 2 minuti e 14 secondi. Non un urlo, non un momento di concitazione da parte di Loris, che è stato in grado di trasmettere a suo figlio calma e lucidità. E dobbiamo immaginare che non sia stato facile perché in queste ore, con il video che rimbalza su ogni social, l’impressione che ne può ricavare ogni genitore potrebbe essere solo una: paura. Eppure, se tutto è andato bene e ognuno ha ripreso serenamente la propria strada, è stato proprio grazie alla consapevolezza di quello che stava accadendo.

“L’essere umano – spiega Andrea Bonifazi, naturalista ed ecologo – tende spesso a porsi un gradino sopra la Natura, dimenticandosi di farne parte; essere consapevoli di poter incontrare un orso tra i boschi trentini è un punto di partenza per prepararsi a tale eventualità. Dimostrare paura o aggressività, sembra lapalissiano, è decisamente più pericoloso che ostentare sicurezza e pacatezza”. Un concetto che spesso ci viene ribadito ma sul quale spesso il panico ha la meglio. “Gli animali, anche quelli più grossi – prosegue Bonifazi – raramente attaccano senza motivo, l’importante è non porci nella condizione di farci percepire come una minaccia. Il sangue freddo deve prevalere sull’irrazionale istinto. Ciò non significa che dobbiamo importunare la fauna selvatica, ma è bene sapere come comportarsi in caso di un fortuito incontro. Sia chiaro, non vale solo per animali imponenti come gli orsi, ma per tutte quelle specie che, spesso a causa di ataviche convinzioni e paure indotte da libri o film, sono vittime di pregiudizi”. E purtroppo di animali perseguitati a causa di flase credenze che inducono immotivate paure, è piena la letteratura scientifica. Pipistrelli, grifoni, avvoltoi in genere: per loro, tra le cause di minaccia c’è anche la persecuzione diretta per antiche conoscenze popolari. “Prendiamo come esempio anche i serpenti”, conclude l’ecologo. “E’ fin troppo frequente che vengano uccisi con motivazioni del tipo “e se fosse stato pericoloso?” o “poteva mordermi, nel dubbio l’ho ucciso”; razionalmente, è chiaro come siano argomentazioni dettate da una scarsa consapevolezza di come ci si debba rapportare con determinati animali al fine di evitare che possano rappresentare una minaccia per noi… e viceversa! Quindi faccio un plauso a papà e figlio per la loro grande capacità di gestire una situazione che, oggettivamente, avrebbe fatto paura a tutti noi”.

FLASH

Le ultime

“Servono ai depuratori e ai serbatoi delle navi”: continua lo spiaggiamento inspiegato di migliaia di dischetti di plastica

All’Isola d’Elba, soprattutto quando soffiano venti dal quadrante nord, continuano a spiaggiarsi a centinaia i dischetti di plastica segnalati...

Forse ti può interessare anche

Ricevi il notiziario ogni mattina nella tua casella di posta. La tua biodiversità quotidiana!

Italiaambiente24: un luogo, la sintesi. Dal lunedì al venerdì.

Grazie per esserti iscritto a Italiaambiente24!

A partire dalla prima edizione utile, riceverai il notiziario nella casella di posta che hai indicato.